GARDINI: “LA COOPERAZIONE HA RETTO ALLA CRISI”

“Faremo il punto sullo stato della crisi attuale dell’economia del Paese, del suo impatto sul sistema cooperativo agroalimentare e di come la cooperazione ha reagito alla contrazione dei consumi dimostrando ancora una volta il suo ruolo anticiclico”. È quanto preannuncia il presidente di Fedagri-Confcooperative, Maurizio Gardini, a nome delle Organizzazioni cooperative agricole.

 

Oggi si aprono i lavori della presentazione dell’ultimo Rapporto dell’Osservatorio della cooperazione agroalimentare (Palazzo della Cooperazione, Via Torino, 146), le cui conclusioni saranno affidate al Ministro delle Politiche Agricole, Francesco Saverio Romano.

 

“Dal lavoro ampio e articolato che abbiamo realizzato – ha aggiunto Ersilia Di Tullio, responsabile unità di sviluppo di Nomisma, l’istituto di studi economici che ha svolto l’indagine su incarico di Agri Rete Service sulle cooperative e ha analizzato i dati – emerge una realtà che interpreta coerentemente ed omogeneamente la mission mutualistica che consiste nel garantire ai propri soci condizioni più vantaggiose rispetto a quelle ordinarie di mercato. La cooperazione, però, ha volti diversi. Dalle vivaci performance del Nord Italia ad una presenza importante ma ancora in evoluzione al Sud. Dal ruolo guida in alcuni settori più strutturati, come l’ortofrutta, il vino e i prodotti di origine zootecnica, a quello ancora embrionale dell’olivicolo”.

 

“La cooperazione agroalimentare ha fatto dei grandi progressi – ha concluso Corrado Giacomini, docente dell’Università di Parma e coordinatore del comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio – ma il potere contrattuale degli agricoltori resta ancora molto basso. Nell’ultimo ventennio è mancata una politica a sostegno del modello cooperativo. Le Organizzazioni di rappresentanza del movimento cooperativo chiedono che venga esteso il modello delle Organizzazioni di Produttori (OP) vigente nell’ortofrutta per permettere l’organizzazione per filiera della nostra agricoltura, attraverso l’impegno di risorse pubbliche e primate”.