PER LA PSICOSI BATTERIO NEL FUCINO DISTRUTTE INSALATE COLTIVATE SU 10 ETTARI

Ormai il danno è fatto. Che non si sia presentato o che non si presenterà in futuro, poco importa: il batterio killer comunque ha già messo in ginocchio l’economia agricola del Fucino che è  ricorsa alla distruzione totale delle piante di verdura. A nulla è servita la notizia della scoperta dell’origine del batterio. Prima di tornare alla normalità passerà del tempo.

 

I consumatori torneranno a mettere sulle proprie tavole insalate, pomodori e cetrioli sono fra diverse settimane. Troppe, per godere in pieno dei frutti che madre terra marsicana elargirà in questa estate 2011. "Purtroppo le insalate non possono essere conservate nei frigoriferi, quelle che non trovano sbocchi di mercato devono essere distrutte – spiega, come riporta Il Tempo Abruzzo, Fabrizio Lobene, presidente di Confagricoltura L’Aquila -. In questi giorni vengono distrutti con l’interramento ben 10 ettari di insalate pronte per un consumo che non c’è più. La triste operazione viene svolta sui terreni della nostra azienda: la fratelli Cambise, sui poderi di strada 33, 34 e 35 del Fucino".

 

E solo per questa operazione "andranno in fumo oltre 100.000 euro – continua -, ma se non ci sarà presto un’inversione di tendenza, ogni settimana dovremo distruggere gli stessi quantitativi che a rotazione giungono a maturazione, e con noi anche altre centinaia di agricoltori del Fucino".

 

Intanto l’azienda è stata costretta ad avvertire il comando di Avezzano della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle entrate, che assisteranno alle operazioni di fresatura. La speranza almeno è di avere una boccata di ossigeno da questa asfissia, con l’accesso agli indennizzi deliberati dalla Commissione europea, possibile solo sfoderando la certificazione della distruzione del prodotto. "Siamo preoccupati – sottolinea Stefano Fabrizi, direttore provinciale di Confagricoltura – perché Bruxelles, nel definire l’importo degli indennizzi ai produttori per i danni commerciali e di immagine che sono stati arrecati al settore ortofrutticolo, sembra abbia dimenticato di inserire endivie, ricce e scarole che attualmente non hanno sbocchi di mercato".

 

"Indubbiamente – aggiunge il presidente nazionale della Confagricoltura Mario Guidi, commentando la vicenda della contaminazione in Germania di alimenti con il batterio E.Coli 0104 – è un bene che si parli di indennizzi, ma questa vicenda resta una sconfitta per la Germania e per la Commissione, perché si devono spendere milioni di euro a causa dell’incapacità di uno Stato membro di gestire quella che era solo una crisi circoscritta".

 

"Le procedure di gestione del rischio – conclude – avrebbero potute essere messe in atto senza creare allarmismi e con gli stessi effetti di sicurezza per i cittadini, evitando la crisi di mercato. I produttori ortofrutticoli europei, pur senza colpa, sono stati messi sul banco degli imputati, e si ritrovano la frutta e la verdura indistintamente bloccate alle frontiere dell’Ue e invendute nei mercati per la paura immotivata dei consumatori".