FRANCESCON: “AL COMPARTO DEL MELONE MANCA UNA POLITICA EXPORT ORIENTED”

"Al comparto del melone italiano manca una vera politica votata all’export”. Ad affermarlo, in un’intervista al Corriere Ortofrutticolo è Bruno Francescon (nella foto) a capo dell’omonima azienda di Rodigo (Mantova), una delle principali imprese italiane dedite alla produzione e commercializzazione di melone in grado di inviare all’estero circa il 30% della produzione.

 

Secondo Francescon nel Belpaese manca proprio una cultura “export oriented”. “Basta girare in Europa per rendersene conto”, sottolinea amareggiato. “In Europa il melone italiano è snobbato, è considerato un “tappabuchi”. Manca un sistema italiano forte e credibile all’estero e a testimoniarlo è il fatto che fuori dai confini nazionali il prodotto made in Italy fatica a entrare nelle trattative con la grande distribuzione”. “È un’immagine negativa che va cambiata”, precisa l’imprenditore lombardo. “Spero che altri colleghi italiani del comparto crescano affinché diventino una nostra spalla al di fuori dell’Italia. La concorrenza serve. Solo così si può creare un comparto del melone italiano competitivo all’estero. Solo così potremo dare una nuova immagine al melone made in Italy in Europa e nel mondo”.

 

 

Un segnale di allerta che arriva durante una stagione che si preannuncia anomala, a causa anche delle bizze del tempo in primavera che, prima con il caldo fuori stagione di aprile e maggio e poi con le frequenti piogge di inizio giugno, stanno condizionando l’annata, con calendari sovrapposti, calo dei consumi (dovuti anche alla psicosi da batterio killer) e dei prezzi.

 

Emanuele Zanini

emanuele.zanini@corriereortofrutticolo.it

 

 

Sul prossimo numero del Corriere Ortofrutticolo è previsto un ampio articolo sul mercato del melone

 


 

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