PAC, COOP DI ITALIA, FRANCIA E SPAGNA: “COMMISSIONE ASCOLTI IL PARLAMENTO UE”

Sulla riforma della Pac, politica agricola comune, “una proposta che contiene indicazioni politiche di primario interesse per la cooperazione europea, e che guarda al superamento del limite di finanziamento per le grandi imprese cooperative, al sostegno ai giovani agricoltori e alla promozione delle Organizzazioni dei Produttori quale strumento di gestione dei mercati agricoli".

 

È questo il commento di Coop de France, Cooperativas Agroalimentarias, Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci Agrital, alla Relazione Dess, concernente la comunicazione della commissione sulla riforma della Pac, approvata in seduta plenaria dal Parlamento Europeo. "Invitiamo – sottolineano – la Commissione Europea a dimostrare il coraggio necessario affinché tali richieste introdotte dal Parlamento Ue prendano forma nelle proposte regolamentari attese per il prossimo ottobre”.

 

Secondo la cooperazione francese, italiana e spagnola la Pac non è fatta solo di pagamenti diretti e non rappresenta unicamente uno strumento per distribuire risorse tra Paesi membri, “la politica agricola – si legge nella nota congiunta – deve dare una strategia ed un futuro sostenibile ai nostri agricoltori rispondendo alla sfida più difficile che ci si pone davanti, quella dell’approvvigionamento alimentare a livello mondiale”. “Di fronte ad un mercato sempre più instabile – concludono le organizzazioni agricole francesi, italiane e spagnole – l’Europa avrà bisogno di adeguati strumenti per gestire e programmare l’offerta attraverso un finanziamento adeguato per i progetti delle Organizzazioni dei produttori oltre che di una vera semplificazione burocratica a partire da una definizione più stringente del concetto di agricoltore attivo”.

 

Sulla Pac interviene pure Paolo Bruni, presidente della Cogeca il quale sottolinea "la necessità che la futura Pac sia dotata di un budget agricolo adeguato a rispondere alle sfide della strategia 2020 e la priorità del rafforzamento della competitività della filiera agroalimentare tramite gli strumenti economici gestiti dagli agricoltori, come le organizzazioni di produttori". Per Bruni questi sono i punti qualificanti della relazione Dess approvata dal Parlamento europeo.

Secondo Bruni "la cooperazione agricola europea saluta con soddisfazione la posizione politica espressa oggi dal Parlamento Europeo, che ha avuto in particolare il merito di avere riconosciuto la necessità di salvaguardare la specificità dell’impresa cooperativa nella definizione dei criteri dimensionali di accesso alle misure dello sviluppo rurale".

 

"Invitiamo adesso la Commissione Europea – ha concluso Bruni – a tradurre il messaggio politico del Parlamento in misure concrete nel quadro delle proposte regolamentari attese per l’autunno".