GHERARDI (CONFAGRICOLTURA FERRARA): “COCOMERI, MELONI E PESCHE IN CRISI”

"Il mese scorso il prezzo al consumo della frutta è salito del 7%, ma ai produttori è stata pagata il 7% in meno", afferma il presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi (nella foto). "A fronte di tale situazione – ha aggiunto – occorrono politiche agricole mirate ed interventi volti a migliorare il posizionamento degli agricoltori all’interno della filiera".

 

 

"Siamo in presenza di fattori destabilizzanti che stanno mettendo a serio rischio la redditività dei nostri agricoltori – aggiunge Gherardi, come si legge su estense,com – senza i quali non ci sarebbe più materia prima per l’agroalimentare made in Italy, fatto che ridimensionerebbe inevitabilmente, ed irrimediabilmente, tutta la filiera nazionale del settore".

 

"La situazione di volatilità dei prezzi si è fatta sentire fortemente anche a giugno, a seguito dell’allarme E.coli. In Germania. tutto il mercato dell’ortofrutta è stato completamente paralizzato, con cali generalizzati degli ordinativi, ed i conti delle aziende ortofrutticole sono peggiorati ulteriormente". "Va apprezzata – aggiunge il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi – la volontà del ministro Romano di intervenire in tempi rapidi per sostenere il nostro comparto ortofrutticolo, che sopporta le conseguenze dell’incapacità della Germania a fronteggiare una situazione di allerta. Però i fondi messi a disposizione da Bruxelles appaiono irrisori. Si sono stanziati complessivamente 210 milioni di euro, però le perdite per l’ortofrutticoltura europea, per il forte calo dei prezzi e delle vendite, vengono stimate di ben 400 milioni di euro la settimana. Per questo abbiamo chiesto una seconda serie di misure eccezionali di sostegno temporaneo da affiancare a quelle già previste".

 

"In forte apprensione sono in questo momento i produttori di cocomeri e meloni, con la produzione che viene lasciata in campo perché il costo di raccolta è superiore al prezzo di realizzo ed inoltre quelli di pesche e nettarine – prosegue Nicola Gherardi – perché il gran caldo che abbiamo registrato nella seconda metà di giugno sta determinando un anticipo di produzione che determinerà per tutta la prima metà di luglio la sovrapposizione del nostro prodotto con i picchi di produzione in Spagna. Tale situazione, se vista assieme ad un avvio di stagione poco esaltante in termini di prezzo, cui si aggiunge un calo stimato attorno al 10% della domanda interna, genererà probabilmente tensione sui mercati".

 

"In tale situazione, Confagricoltura Ferrara condivide totalmente la posizione assunta dalla Regione  Emilia Romagna nei confronti del Ministro Romano affinché si proceda con urgenza alla chiusura dell’accordo interprofessionale delle pesche e nettarine attualmente fermo per il mancato accordo tra le parti e contemporaneamente si intervenga in sede comunitaria perché si acconsenta al superamento della soglia del 5% come limite massimo di ritiro del prodotto, per portarlo possibilmente al 10%".

 

"Vi è poi un documento elaborato dal Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara – conclude Nicola Gherardi – recante proposte operative da realizzarsi con tempestività volte a scongiurare che la campagna 2011 si trasformi in una delle peggiori degli ultimi anni che attende la ratifica della Regione Emilia Romagna e la definitiva approvazione e sottoscrizione di tutti i rappresentanti della produzione. Anche su questo Confagricoltura Ferrara auspica che si proceda con la massima celerità". Fonte: www.estense.com