CRISI PESCHE: ITALIA, SPAGNA E FRANCIA PROPONGONO RITIRO DEL CALIBRO C

Interventi urgenti a favore del comparto della frutta a nocciolo, che si trova in una situazione di forte in crisi caratterizzata da una drastica riduzione dei prezzi. È quanto chiede il gruppo di contatto franco-italo-spagnolo di pesche e nettarine riunitosi a Parigi. Le quotazioni sono al di sotto dei costi di produzione in tutti e tre i Paesi.

 

I francesi in particolare, come si legge sul sito della Fepex, lamentano il fatto che è impossibile contrastare un mercato in cui il prodotto spagnolo e italiano è venduto nel paese transalpino a 79 centesimi al chilo, il 30% inferiore al costo di produzione.

 

L’associazione degli esportatori spagnoli ha sottolineato dal canto suo che la campagna di Italia e Spagna è partita in coincidenza con la contrazione dei consumi dovuta alla psicosi da batterio killer. Fepex inoltre ha lamentato che gli attuali provvedimenti per il ritiro del prodotto dal mercato sono inadeguati oltre che inefficaci e che non è possibile pianificare alcun ritiro se il contributo comunitario è pari a 8 centesimi al chilo, di gran lunga inferiore al costo di produzione, posizione che trova concordi tutti i produttori.

 

I produttori italiani hanno aggiunto che è necessario inserire misure di emergenza per la gestione della crisi per consentire la rimozione di surplus di prodotto causata dalla flessione dei consumi.

 

La Francia, inoltre, ha proposto di adottare una gestione comune della crisi che preveda il ritiro delle pesche e delle nettarine calibro C nei tre Paesi e di quantificarne i costi che potrebbero derivare dall’adozione di questa contromisura, per poi sottoporla ai Ministri dell’Agricoltura dei tre Paesi.