PADOVA, MERCATI KM ZERO NEL MIRINO DELL’ANVA: “CONCORRENZA SLEALE”

Arance di Sicilia spacciate per chilometri zero, come se la Bassa padovana fosse famosa per il profumo delle zagare. Radicchio trevigiano confezionato in cassette uguali a quelle del mercato ortofrutticolo della Zip. Banchi senza prezzi esposti e senza provenienza. Una ventina di agricoltori padovani sono finiti nel mirino del presidente regionale degli ambulanti dell’Anva, Enzo Tuis.

 

Come riporta il Mattino di Padova Tuis accusa apertamente i venti produttori di concorrenza sleale e annuncia denunce ed esposti alla polizia giudiziaria. "Non commercializzano i prodotti che coltivano, li vanno a comprare al mercato di corso Stati Uniti e poi li vendono come se fossero a chilometri zero soprattutto senza emettere scontrini fiscali e senza alcuna licenza commerciale", sbotta Tuis, che è a capo dell’associazione che aderisce a Confesercenti.

 

"Per questo chiedo più controlli nei mercati dei produttori. Da oggi segnaleremo alla polizia municipale tutti i falsi produttori che acquistano al mercato all’ingrosso". Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le segnalazioni di produttori che agiscono da ambulanti, sfruttando la normativa regionale che consente di vendere i propri prodotti senza essere in possesso di licenza per il commercio. «Soprattutto nella Bassa padovana fra aprile e maggio abbiamo le prove di almeno una ventina di produttori che sfruttano la norma per vendere in regime di concorrenza sleale, una vera truffa per noi ambulanti che da quando ci sono loro abbiamo perso il 30% di fatturato».

 

Da sempre nei mercati rionali e comunali il commercio ambulante convive con i produttori agricoli. "Da quando sono nati i mercati hanno visto la convivenza di veri produttori con i commercianti ambulanti, fianco a fianco, banco con banco, ma oggi si sta esagerando – sottolinea Tuis. Sono state approvate leggi che autorizzano i produttori a vendere di tutto, basta che i loro prodotti siano più del 50%. Bene, nessuno ormai le rispetta, la quota di produzione propria nei banchi è uno a dieci in alcuni casi e va ricordato che queste vendite dirette senza alcuna autorizzazione sono consentite purché esclusivamente di prodotti propri".

 

L’Anva Confesercenti ha più volte denunciato la pericolosità di questi provvedimenti legislativi. A distanza di qualche anno dalla loro introduzione gli effetti negativi si possono misurare. "La totalità dei produttori agricoli presenti nei mercati – sottolinea Tuis – non emette lo scontrino fiscale e quindi non paga le stesse tasse degli ambulanti. La seconda osservazione che va fatta e che oggi molti dei produttori presenti nei mercati li troviamo molto più spesso al mercato all’ingrosso di Padova che nei loro campi a coltivare".

 

L’Anva ha accertato oltre una ventina di casi di produttori che esercitano come se fossero ambulanti "Oggi il fenomeno che registriamo è il dilagare incontrollato di falsi commercianti camuffati da produttori che esercitano abusivamente l’attività di commercio su area pubblica – conclude Tuis. Di questo l’Anva Confesercenti è stanca. I nostri associati segnaleranno ai funzionari dell’associazione ogni produttore non in regola e chiederemo l’intervento della polizia municipale chiedendo anche il sequestro della merce abusivamente venduta. Non siamo più disponibili a tollerare concorrenza sleale e abusivismo commerciale".