DOPO LA SENTENZA COOP BERNARDO CAPROTTI LASCIA LA PRESIDENZA DI ESSELUNGA

Mantiene le deleghe operative, ma lascia simbolicamente la carica di presidente il numero uno di Esselunga Bernardo Caprotti, che lo ha annunciato nel corso della presentazione del film ‘Il mago di Esselunga’ di Giuseppe Tornatore. "Dopo la sentenza che fa di me praticamente un ladro – ha detto Caprotti – le mie dimissioni dalla presidenza saranno sul tavolo tra sette giorni".

 

"Ma questo non vuol dire che mi ritirerò da quello che faccio". Caprotti, che ha spiegato che manterrà il ruolo di consigliere e praticamente tutte le deleghe operative, non ha però voluto rivelare chi sarà il prossimo presidente di Esselunga. Esselunga "è e rimane italiana e resta un’azienda familiare", ha sottolineato Caprotti rispondendo implicitamente alle indiscrezioni riguardo a una possibile vendita. "Tra pochi giorni ci sarà il nuovo presidente, una carica che da alcuni anni era accentrata nelle mia persona nonostante io sia operativo", ha sottolineato il quasi ottantaseienne fondatore del gruppo.

"L’azienda avrà un management e un controllo tranquillo e – ha ribadito – non andrà in Borsa". "Su di me – ha poi aggiunto – sono state dette cose ridicole su destra e sinistra, ma io ho anche amici di sinistra e nemici di destra".

Caprotti si è detto "dispiaciuto" per essere stato giudicato "sleale" dalla magistratura milanese, che ha recentemente condannato il gruppo proprio per concorrenza sleale con il libro-denuncia sulle Coop ‘Falce e carrello’ (leggi news). Nessuna indicazione sulla possibilità di presentare appello contro la sentenza, che condanna Esselunga a un risarcimento da 300 mila euro e al ritiro del libro dal mercato. "Lo diranno gli avvocati", si è limitato a rispondere Caprotti. Il presidente dimissionario di Esselunga nel corso della lunga mattinata di presentazione del film è stato interpellato su diversi argomenti di attualità, tra cui la recente polemica con la politica lanciata dalle pagine dei quotidiani dal patron di Tod’s Diego Della Valle: "Della Valle – ha glissato – è tutto quello che io non sono".