PORTI, NERLI (ASSOPORTI): “SERVE UN QUADRO STRATEGICO NAZIONALE”

Servono misure urgenti innalzando il livello di competitività degli scali italiani, altrimenti il sistema portuale nazionale rischia di essere marginalizzato dal mercato dei porti europei e mediterranei. Questo in estrema sintesi ciò che è emerso all’assemblea di Assoporti, l’associazione dei porti italiani, tenutasi ieri a Roma.

”E’ una follia continuare a ignorare la potenzialità del settore portuale”, ha sottolineato il presidente dell’Associazione dei porti italiani, Francesco Nerli (nella foto), che ha chiesto al governo di ”battere un colpo”. Nella sala congressi di Roma Eventi, come riferisce un articolo dell’Ansa, c’erano i rappresentanti delle Authority, riuniti per l’annuale confronto sul sistema portuale italiano. Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, atteso all’incontro, è stato trattenuto da impegni sopraggiunti e così le conclusioni dei lavori sono toccate al sottosegretario all’Economia, Luigi Casero, che si è limitato a indicare come strada da percorrere quella della ”forte sinergia pubblico-privato”.

”Nella ricerca di investimenti servono risorse anche per il pubblico”, è stata la replica a stretto giro di posta del vertice di Assoporti, che nella sua relazione ha indicato le misure necessarie per il rilancio della portualità italiana, seconda in Europa per tonnellaggio solo a quella olandese, con una contribuzione al Pil nazionale addirittura superiore a quella del settore auto e dell’agro-alimentare. Si inserisce in questo contesto la richiesta di ”un meccanismo che consenta una forma di ritorno al porto di una quota di tributi proporzionali ai traffici che ciascuno scalo produce e della ricchezza che crea”. E’ la cosiddetta autonomia finanziaria, ambito nel quale l’Italia – come ha evidenziato il presidente dell’Associazione dei porti europei (Espo), Patrick Verhoeven – ”è fanalino di coda”.

Nerli è tornato poi a sollecitare anche interventi a costo zero, come ”sburocratizzazione, snellimento, maggiore chiarezza anche sui poteri del presidente delle Autorita’ portuali”. E ha indicato come prioritario ”un quadro strategico nazionale per il settore portuale, coerente con quello più complessivo della logistica”. Un richiamo, neppure tanto implicito, al decreto sviluppo che il governo dovrebbe varare a giorni, a cui il presidente di Assoporti guarda per il via libera a una serie di misure: dalla parziale fiscalizzazione degli oneri sociali delle imprese portuali alla riduzione delle accise sui prodotti energetici, passando per la conferma degli incentivi per il combinato strada-mare e il sostegno all’armamento italiano. Ma la risposta del governo tarda ad arrivare, come ha affermato il vicesegretario del Pd, Enrico Letta. ”Per puntare allo sviluppo – è la sua opinione – non basta tenere i conti in ordine”. ”Investire nel settore portuale significa avere un ritorno immediato – ha concluso Nerli – aspettiamo ora le risposte”.