DE CASTRO: “ABBIAMO UN ANNO PER MIGLIORARE LA NUOVA PAC”

“Sulla nuova politica agricola comunitaria è stata fatta un po’ di confusione, anche da parte di alcuni quotidiani", ha dichiarato Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo intervenuto ieri alla fiera Cibus Tec che si sta svolgendo a Parma. De Castro ha quindi precisato alcuni aspetti importanti sulla riforma della Pac.

 

"Se è vero che la Commissione Europea ha introdotto nuovi parametri, come quello della superficie per ettaro – ha affermato De Castro – saranno poi comunque i singoli Stati Membri a decidere la ripartizione della parte finanziaria. Non ha senso dunque dire che il Mezzogiorno sarà penalizzato rispetto al Nord o viceversa, perché tutto ciò verrà deciso da ogni Paese”.

La cosiddetta nuova PAC che definirà la politica agricola europea dopo il 2015, la cui bozza è stata presentata il 12 ottobre dal Commissario Europeo per l’Agricoltura, per la prima volta sarà negoziata dal Parlamento Europeo, ha sottolineato De Castro: “Abbiamo un anno di tempo per migliorarla. E’ vero che l’Italia rischia di perdere 285 milioni di euro di contributi, ma è ancora tutto da definire”. Forti critiche alla nuova Pac sono arrivate dagli operatori della filiera del pomodoro, che hanno partecipato nel corso della giornata al “Tomato Day” presso la fiera. Nel corso del convegno diversi relatori hanno criticato sia il criterio di ripartizione delle risorse in base alla superficie per ettaro dei produttori, sia il fatto che il Commissario Europeo fa riferimento a statistiche del 2009, ormai superate dalla realtà dei fatti.

“Che senso ha la ripartizione delle risorse tra Paesi in base agli ettari ammissibili (del passato), ha osservato il Professor Gabriele Canali, della Smea – Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza – e che senso ha la regionalizzazione del sostegno diretto dove non è ancora stata realizzata? Critichiamo anche il fatto che il riconoscimento delle organizzazioni di produttori e delle loro associazioni, come pure alle organizzazioni interprofessionali, viene esteso a tutti i prodotti e che il sostegno ad esse viene collocato nell’ambito dello sviluppo rurale e che viene eliminato l’aiuto specifico per le organizzazioni dei produttori del settore ortofrutticolo”. Rispondendo alle critiche provenienti dalla filiera del pomodoro, De Castro ha auspicato che “i produttori di pomodoro facciano le loro proposte, ma unendosi anche alle realtà di altri Paesi Comunitari, per avere più forza”.