MORTO A ROMA RANIERI FILO DELLA TORRE, “IL TECNICO GENTILUOMO”

E’ morto l’altra notte a Roma Ranieri Filo Della Torre (nella foto). Era direttore generale di Unaprol-Consorzio Olivicolo italiano dal 1999. In precedenza avea ricoperto la carica di vice direttore di Unaproa (Unione Nazionale tra le Organizzazioni di Produttori Ortofrutticoli Agrumari e di Frutta in Guscio). Della Torre aveva 60 anni. Lascia la moglie Marida e i due figli Roberto e Carmen.

Dopo una vita spesa nelle organizzazioni di prodotto, era espressione di Confagricoltura in Unaprol dove ha seguito – sottolineano da Unaprol – con passione, accuratezza, competenza internazionale, e un bel tratto umano, la crescita qualitativa di un comparto tra i più rappresentativi del Made in Italy agroalimentare”. Per i giornalisti di settore, è stato sempre una fonte sicura, disponibile, e gentile, per delineare scenari della competizione mondiale, per avere numeri certi, per anticipare le nuove tendenze nel consumo di olio extra vergine di qualità. Di famiglia nobile, Ranieri Filo della Torre da tempo soffriva di leucemia ed era in attesa di trapianto presso il Centro ematologico al Policlinico di Roma, diretto dal presidente dell’Ail Franco Mandelli. I funerali si svolgeranno, in forma privata, a Roma sabato mattina.

Della Torre, laureato in Agraria, era anche un giornalista specializzato nel settore agroalimentare e collaborava con numerose riviste specializzate.

"Con la scomparsa dell’amico Ranieri Filo della Torre l’agricoltura italiana viene privata di un dirigente tra i più preparati e strutturati sul piano professionale e culturale", commenta Paolo Bruni, presidente della Cogeca. "Mi tornano in mente gli anni trascorsi insieme nell’Unione Nazionale Produttori Ortofrutticoli. Ricordo di lui le grandi doti di umanità, saggezza, equilibrio e  moderazione con le quali portava avanti fermamente le proprie idee. Sempre disponibile ad assolvere meritoriamente i compiti che gli venivano affidati".

“Se ne è andato un signore. Un signore dell’ortofrutta”. Questo il commento a caldo di Danila Bragantini, vicepresidente di FruitImprese. “È sempre stato attento alle esigenze del settore e dei suoi interlocutori, lavorando sempre con alta professionalità. Disponibile ad ascoltare e a confrontarsi riguardo ai temi del settore, aveva nei modi e nei gesti una gran classe".

“Era uomo dalla profonda cultura – ricorda Enzo Gambin, direttore dell’Aipo e delegato dell’Unaprol – capace di stabilire rapporti umani molto profondi. Aveva una grande autorevolezza che però non sfociava mai nell’autorità. Possedeva grandi doti manageriali abbinate a una elevata professionalità. Ha contribuito a diffondere la conoscenza dell’olio d’oliva italiano nel mondo. Apprezzato da molti istituti scientifici di tutto il mondo per i suoi studi – sottolinea Gambin – ha partecipato spesso a numerosi convegni in cui si impegnava a diffondere una corretta economia agraria. Lo ricordo con molto affetto anche per la sua capacità di stabilire rapporti umani con una grande umiltà d’animo e cortesia”.