LA PROPOSTA DI GARDINI A CIOLOS: “MODELLO ORTOFRUTTICOLO DA ESTENDERE AGLI ALTRI SETTORI”

“Saremo al suo fianco per fare insieme una battaglia per rendere più competitive le nostre aziende.” Lo ha dichiarato Maurizio Gardini (nella foto a destra) a nome del Coordinamento della cooperazione agroalimentare, nel corso dell’incontro riservato alle organizzazioni cooperative con il Commissario europeo all’Agricoltura Dacian Ciolos (nella foto a sinistra).

  

 

L’incontro si è svolto a Roma nella sede della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. “La proposta di riforma diffusa il 12 ottobre scorso è stata da noi aspramente criticata per mancanza di coraggio – ha continuato Gardini –, ma si tratta di una proposta che è ancora possibile cambiare. Siamo a tal riguardo estremamente soddisfatti dell’apertura che lei ha fatto, durante il colloquio di oggi, sul ruolo delle cooperative agricole”.

Al Commissario abbiamo chiesto di osare, di introdurre quelle misure necessarie a far sì che l’agricoltura europea sviluppi un modello sostenibile sia dal punto di vista dell’ambiente, ma anche e soprattutto dal punto di vista del mercato”. “Dobbiamo premiare – così ha proseguito il presidente Gardini – le aggregazioni dei produttori, affinché si creino le condizioni necessarie a fare in modo che il prodotto agricolo non sia solo una commodities scambiata sui mercati finanziari internazionali, quanto piuttosto un bene che contenga il valore aggiunto necessario a dare reddito a chi lo coltiva”. “Ecco perché crediamo fermamente nel modello ortofrutticolo che abbiamo chiesto di estendere anche ad altri settori. Su questo punto il Commissario Ciolos ci ha dato ampie rassicurazioni. Si tratta di un modello che ha consentito di sviluppare processi industriali, commerciali e di marketing, di accorciare le nostre filiere e di garantire al consumatore finale prodotti sicuri e di qualità”. “Abbiamo chiesto inoltre al Commissario – ha concluso Gardini – che la futura PAC non consideri come parametro di ripartizione dei sostegni la sola superficie coltivata di un paese ma anche il reale valore che l’agricoltura di quel Paese può esprimere”.

 

 

Ecco il testo della lettera consegnata al Commissario Ciolos:

 
“La storia  dell’agricoltura è la storia dell’Unione europea e la storia della cooperazione è la storia dell’agricoltura. É con questa premessa, che trasmette l’amore, la passione e la fatica con cui ogni giorno milioni di cooperatori in Europa rendono competitiva la nostra agricoltura che le scriviamo una lettera senza richieste ma con una sola esortazione.
Un’esortazione a combattere al nostro fianco una grande battaglia contro dinamiche globali che rischiano di distruggere quello che in quasi 200 anni di storia di cooperazione agricola abbiamo costruito. 
Nell’800, spinti dalla miseria, gli agricoltori hanno iniziato a percorrere l’unica strada possibile, quella del mettersi insieme. Un semplice ed unico concetto: unirsi per sopravvivere. Attraverso due  secoli, dal nord Europa questo concetto ha iniziato il suo viaggio per allargarsi a tutto il territorio dell’Unione e per dimostrare che i valori della solidarietà e dell’aggregazione possono vincere sulle epoche e sui mercati.
Oggi,  il movimento cooperativo Europeo è in grado di esprimere un fatturato di quasi 400 miliardi di euro. In Italia,  la cooperazione agricola controlla quasi il 25% del fatturato dell’intero settore agroalimentare.
Nel 2013 Lei metterà la firma su una delle più importanti riforme mai varate e ciò che verrà approvato porterà per sempre il suo nome. Un’occasione che poche persone nella loro vita professionale hanno avuto. É l’occasione che le viene data per impegnarsi al fianco delle imprese e per dare all’Agricoltura europea una collocazione stabile in un mercato governato ormai da flussi virtuali di denaro e non da merci, un mercato governato da multinazionali della finanza che stanno concentrando nelle loro mani ciò che di più prezioso esiste per noi agricoltori: la terra.
Siamo convinti che l’unico modo per vincere queste dinamiche è dare valore aggiunto a ciò che produciamo. Non possiamo smettere di produrre cibo e non possiamo abbandonare il nostro territorio.
Per questo dobbiamo trasformare una politica agricola che distribuisce le risorse in una politica agricola che investe le risorse, una politica agricola che subisce il mercato globale in una politica agricola che lo governa. Una politica, insomma, che si ponga seriamente il problema di come rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori e di come garantire regole eque nel commercio internazionale.
In questa battaglia le nostre cooperative saranno al suo fianco.
Sinceramente.
Maurizio Gardini, Presidente Fedagri-Confcooperative, Giovanni Luppi, Presidente Legacoop Agroalimentare, Giampaolo Buonfiglio, Presidente Agci-Agrital.