SUMMIT SULLA PAC: BOTTA E RISPOSTA TRA CIOLOS E CATANIA

Botta e risposta tra Catania e Ciolos stamane al Summit della Coldiretti di Roma. Soffermandosi sulla questione della regionalizzazione il ministro delle politiche agricole Mario Catania ha affermato che esiste la possibilità che aziende che distano 500 metri, ma in mezzo hanno un confine regionale, rischino di trovarsi con livelli di sostegno completamenti diversi.

 

A questo punto, come riferisce Agra Press, si è inserito il commissario europeo Dacian Ciolos che ha detto che basta definire bene le regioni, che non devono essere regioni amministrative. "Non vedo perché il passaggio alla regionalizzazione sia così repentina, è un problema ideologico? perché?", ha chiesto Catania a Ciolos. Questi, interrompendo il ministro con una certa veemenza ha esclamato: "Mario ha il senso della provocazione. Ci sono cose importanti da chiarire. Ritengo sia importante vedere la riforma nel suo complesso, anche nel momento in cui la stiamo varando", ha aggiunto "in ritardo, come dice mario: ma – ha esclamato il commissario – l’Italia c’era o non c’era intorno al tavolo? visto che la stiamo discutendo da tre anni, se ci fosse stata una maggioranza per il sostegno alla produzione penso che diversa sarebbe stata la proposta della commissione. Due tre anni fa si parlava di riduzione del budget della pac, altro che food security", ha continuato Ciolos.

Comunque – ha precisato – non ci sono solo Italia o Francia, ci sono anche altri stati membri. La prima questione su cui abbiamo dovuto rispondere è: il pagamento diretto è legittimo o meno? Noi – ha spiegato Ciolos – abbiamo risposto si in due direzioni: il greening resta in mano agli agricoltori. Se mi proietto a sei-dieci anni da oggi vedo una pac che può evolversi nell’approccio, puntando agli agricoltori e alle loro organizzazioni. Nulla impedisce all’italia di trasferire il 10% dei pagamenti diretti al secondo pilastro, destinandoli alle organizzazioni dei produttori. Ci saranno fondi specifici per ricerca e innovazione, nonché per la promozione. Io da commissario all’agricoltura, nel febbraio 2010, avevo già sul tavolo le conclusioni del consiglio dei ministri, ho dovuto per forza tenerne conto. So che la situazione non è semplice, apprezzo la tua competenza e pragmaticità, ma il mio problema – ha chiarito il commissario europeo all’agricoltura – è avere questa pac operativa. Il problema della commissione non è il greening ma la produzione agricola. Paghiamo le persone che non fanno niente? noi dobbiamo fare in modo che queste misure siano accettate in ambito del wto, senza dover passare il nostro tempo a ginevra. Ci sono dei vincoli. Ci sarà margine di manovra per ciascun stato membro.

"Possiamo parlare di maggiore flessibilità e discuterne, ma un elemento di obbligatorietà deve essere mantenuto, ha concluso Ciolos. Riprendendo la parola il ministro Catania ha mostrato di apprezzare la reazione del commissario. Il ministro ha infine promesso a Ciolos: "ti assicuro che in consiglio io ci sarò e ci sarò in modo preciso e puntuale".

 

Nella foto un momento del summit sulla Pac organizzato da Coldiretti. Da sinistra: Paolo De Castro, Dacian Ciolos, Sergio Marini, Mario Catania