BLOCCO TIR, AL CAR DI ROMA L’ORTOFRUTTA ARRIVA SOLO DAL NORD

Primi segni di "disgelo" nel Centro Agroalimentare di Roma. "L’impenetrabile blocco dei trasporti che da lunedì aveva quasi fermato gli approvvigionamenti ortofrutticoli del Car di Guidonia – fanno sapere dal Centro agroalimentare della capitale – giovedì mattina ha iniziato a sciogliersi fino a "tornare alla normalità" come hanno fatto sapere dalla Federdistribuzione giovedì pomeriggio.

 

L’arrivo, già nella serata di mercoledì 25, di alcuni tir carichi di ortaggi freschi partiti da Nordest (più precisamente dal Veneto) con radicchi, verdure a foglia ed insalate, ha fatto da premessa a un primo, rilevante e perciò promettente miglioramento della situazione.

 

Si va dunque verso un miglioramento della situazione anche nei mercati rionali e in molti punti vendita della Grande distribuzione (Gdo) che tra mercoledì e giovedì mostravano già molti banchi di ortofrutta vuoti o sguarniti.

"Provenienti sempre dal Nord, giovedì di buon’ora, anche altri autotreni hanno seguitato ad arrivare con i carichi ordinati – proseguono dal Car -. Alla spicciolata si è visto persino qualche convoglio di tre o quattro autoarticolati alla volta che hanno gradualmente rimpinguato le disponibilità quantitative dei grossisti"

Un paio di aziende che senza prodotti avevano tenuto chiuse le serrande dei box per un paio di giorni provando a tamponare le spese di gestione, le hanno rialzate. Eppure la situazione al Centro Agroalimentare di Roma è ancora ben lungi dalla normalità.

"Parlare di una normalizzazione mi sembra ancora prematuro, troppo ottimistico e se non altro per scaramanzia – sottolinea Fabio Massimo Pallottini, amministratore delegato di Cargest, la società di gestione del Car,  – per adesso mi guardo bene dal considerare già superati e risolti i gravi problemi di approvvigionamento del sistema distributivo agroalimentare di Roma e del Lazio. Dal Sud cioè dagli snodi essenziali della Sicilia, della Calabria, della Puglia, della Campania e del Fucino, non ci arriva ancora nulla o pressoché nulla". (fonte: Corriere della Sera)