VENETO, PARTITA LA STAGIONE DEGLI ASPARAGI. PREOCCUPA LA SICCITÀ

Sta per partire la stagione degli asparagi. Nel Veneto si stanno gustando i primissimi germogli del 2012: sono sbocciati in serra nell’azienda di Adriano Dengo di Rustega di Camposampiero in provincia di Padova. Bianchi e verdi. Sono pronti anche asparagi di aziende delle terre euganee che rientrano nel bacino delle Terme, sempre in provincia di Padova.

Il tepore del suolo ne anticipano la maturazione e la raccolta. Prezzi molto sostenuti, ma non fanno testo. Bisognerà attendere qualche settimana per capire come sarà la stagione, come si presenteranno quantità, qualità, quotazioni. C’è qualche preoccupazione per la siccità, che sta colpendo in maniera sensibile. Potrebbe incidere sulla grossezza e sulla fibrosità dei turioni. E’ questa una ragione per cui si fanno previsioni con molta prudenza.

La produzione 2012, ad ogni modo, è prevista positiva: potrebbe esserci una maggiore disponibilità di prodotto ed a prezzi leggermente più alti rispetto allo scorso anno. Usano molto il condizionale ad OPO Veneto, tenendo in considerazione proprio il fattore siccità. E poi bisognerà vedere come reagiranno i consumatori, alle prese con portafogli sempre più “leggeri”.

La crisi economica e finanziaria sta colpendo pesantemente le famiglie, costrette a far quadrare il pranzo con la cena e con altre necessità quotidiane. Gli asparagi potrebbero essere “ammirati”, ma non acquistati, essendo considerati da molti cibo troppo costoso. E’ accaduto un po’ così per il radicchio tardivo di Treviso nella stagione che si è appena chiusa: lo si è acquistato meno, anche se il prezzo si è mantenuto ben al di sotto dei livelli medi di inverni più fortunati. In alcuni momenti quotazioni quasi dimezzate.

Storicamente, infatti, gli asparagi sono considerati ortaggi che solo i signori si possono permettere. Indicativi a proposito i versi di Emanuele Zuccato, poeta dialettale vicentino del secolo scorso: “ben consà, coi so vovi duri, messi a corona, in t’ un piato fondo, fa diventare i povareti sciuri” (ben conditi, con le uova dure, messi a corona su un piatto fondo, fanno diventare i poveri signori).

“Sono considerazioni – sottolinea Sergio Tronchin, settore commerciale di OPO Veneto – che si fanno in questo momento, con i primissimi asparagi nostrani sul bancone. Nell’immaginario dei consumatori effettivamente essi sono sentiti come un cibo quasi di lusso. Comunque costoso”.

Proprio per questa ragione potrebbe esserci quest’anno un unico prezzo per gli asparagi bianchi e verdi, fatto che creerebbe anche meno problemi per la commercializzazione, in particolare per le partite destinate ai supermercati. Gli asparagi veneti sono considerati tra i migliori in assoluto: godono del marchio IGP (indicazione geografica protetta) i turioni di Badoere e di Cimadolmo, mentre quelli di Bassano hanno il riconoscimento DOP (denominazione di origine protetta). Una produzione media annua che viaggia verso i 90 mila quintali. (fonte: ortoveneto.it)