BRAGANTINI (FRUITIMPRESE): “DEROGA ALL’ANTIRICICLAGGIO PER FAR RIPARTIRE L’EXPORT”

Una deroga nella legge antiriciclaggio per dare ossigeno all’export ortofrutticolo di Verona. A chiederlo è l’imprenditrice veronese Danila Bragantini (nella foto), confermata vicepresidente di Fruitimprese nazionale a Roma dall’assemblea dell’associazione ortofrutticola (leggi news) che detiene il 50% del totale delle esportazioni italiane e rieletta presidente di Fruitimprese Veneto (leggi news).

"Verona, che ha una tradizione di esportazione ortofrutticola storica, sta soffrendo, non solo sul fronte dei cali consumo interni, ma anche su quelli esteri", dice Bragantini, come riporta L’Arena. "In particolare non abbiamo linee di credito sull’est Europa dove negli ultimi anni si erano aperti interessanti mercati". Sicuramente, dice, "servono degli accordi per aprire linee di credito, ma il problema è stata la legge sull’antiriciclaggio del limite dei mille euro al contante. Abbiamo tanti operatori dell’Est che raggiungono il mercato veronese per fare export che spesso pagano in contanti".

Per quale motivo? "Arrivano con contante perché non sanno da chi comprano, cosa comprano, scelgono in base alle migliori offerte del mercato perché guardano molto al prezzo. Vendite che noi dobbiamo rifiutare. Serve una deroga, perché in questo caso il pericolo è al contrario, si uccide un comparto peraltro già in forte sofferenza. Tutto questo, fermo restando l’obbligo di avere tutte le garanzie del caso, con documenti e fatture".

Cosa fate per sbloccare la situazione? "Il ministro delle Politiche agricole, Catania, venuto recentemente a Verona, ci ha dato delle rassicurazioni e noi, come categoria ci speriamo molto".

Si parla tanto di aggregazione soprattutto per il vostro settore. "Certo, si deve fare con le forze in campo non quindi obbligatoriamente con le forme giuridiche delle società, cooperative o Organizzazioni di produttori, ma anche con le società di capitali o di persone come le nostre aziende. La parola d’ordine è che siano legate alla produzione nazionale. In questo senso possiamo dire di aver raggiunto una collaborazione con la base produttiva soddisfacente per le due parti. Siamo antagonisti della cooperazione ma, pur nella povertà del settore, riusciamo a essere sempre al passo con loro e questo nonostante noi abbiamo molte meno agevolazioni rispetto a loro".