CON UNA FOTO DAL CELLULARE SI SAPRÀ LA PROVENIENZA DELLA FRUTTA

In futuro basterà fare una foto con il cellulare per conoscere le caratteristiche e la provenienza della frutta. Ne è convinto il ricercatore giapponese Rui Ishiyama (nella foto) di Nec Corporation che con il proprio team di studiosi ha ideato un sistema che per mezzo di un’applicazione promette di rileggere tutta la "storia" di quello specifico prodotto.

  

"Il meccanismo – spiega Ishiyama, in un’intervista a Panorama.it – è molto semplice. Alcuni cibi hanno una vera e propria impronta digitale, delle linee dritte, curve o un po’ scavate sulla loro superficie che li rendono unici e riconoscibili, anche all’interno della stessa specie. La nostra applicazione è in grado di usare queste caratteristiche distintive per fare dei confronti e far apparire sullo schermo del cellulare, in appena un secondo, di che prodotto si tratta". E dunque soprattutto se corrisponde a quanto dichiarato dal negoziante. Così sapremo se ci stanno dando un mandarino spagnolo spacciandolo per siciliano.

"Affinché il meccanismo funzioni", chiarisce il ricercatore "è necessario creare una nuova filiera nella filiera della distribuzione. Sono i produttori stessi che devono dare vita a un database che ci permetta di confrontare e catalogare la loro produzione. E sarà nel loro interesse farlo, perché questo strumento offrirà loro una tutela non indifferente".

 

Alle spalle di questo software c’è la tecnologia di riconoscimento delle immagini della NEC che ha doti di grande accuratezza: ha un margine di errore infinitesimale, pari a uno su un milione. Ed è uno strumento interessante perché è impossibile barare, mentre modificare un’etichetta è un’operazione tutt’altro che impossibile. Ovviamente, oltre che al singolo consumatore, questa app aiuterà la grande distribuzione a sapere cosa sta effettivamente comprando per pagarlo il giusto, evitando di scaricare il sovrapprezzo su di noi.

E non si limiterà alla frutta: "Abbiamo intenzione – anticipa Ishiyama – di estenderla ad altri prodotti come i vegetali. Funziona con tutti quelli che hanno sulla superficie delle caratteristiche uniche che li connotano. È la precondizione essenziale per fornire un servizio che sia efficace veramente, che sia a prova di dubbio. Stiamo partendo con i coltivatori giapponesi ma abbiamo intenzione di estendere il modello al più presto all’Europa".

Un modello facile, veloce e una volta creato il data base con costi di gestione pressoché nulli. Certo, in alternativa ci sarebbe il test del DNA sui singoli prodotti per accertarne le caratteristiche, ma non è che sia proprio semplice come scattare una foto con il telefonino…