TERREMOTO, COLDIRETTI: ALMENO 500 MILIONI DI DANNI AL SETTORE

Secondo Coldiretti i danni provocati dal terremoto in Emilia Romagna al settore agroalimentare sono saliti ad almeno 500 milioni di euro. L’associazione, dopo le scosse di ieri, ha attivato un’immediata azione di verifica e assistenza nelle aree rurali colpite. "Sono importanti – sottolinea la Coldiretti – le rassicurazioni giunte dal capo della protezione civile Franco Gabrielli".

Gabrielli ha indicato tra le priorità dell’emergenza terremoto in Emilia gli agricoltori ai quali saranno destinate roulotte, tende e prefabbricati.

"Insieme alla necessaria azione di assistenza però – aggiunge la Coldiretti – il Consiglio dei Ministri convocato dal Presidente Mario Monti deve fare presto nel varare provvedimenti di sostegno alle imprese poiché ci sono almeno 150 milioni di euro stimati di tasse in scadenza entro il mese giugno per le aziende agricole delle aree colpite dal sisma".

Annunci di cordoglio e sostegno alle vittime del terremoto sono arrivati dalle altre associazioni di categoria e dalle istituzioni.

"Confagricoltura, di cui molti associati sono stati pesantemente danneggiati dal sisma, sta attivando le sue strutture centrali e territoriali per sopperire alle necessità della popolazione colpita e sostenere le misure di emergenza che il Governo metterà in atto". Così si è espresso il presidente di Confagricoltura Mario Guidi.

"Ci stiamo già attivando in queste ore, pur nelle oggettive difficoltà – spiega Maurizio Gardini, presidente di Fedagri-Confcooperative – per fornire la nostra assistenza e vicinanza alle comunità colpite attraverso i nostri uffici territoriali". 

Giuseppe Politi, Presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, aggiunge: "Ora niente è più importante delle operazioni di soccorso, perché la priorità è l’incolumità dei cittadini. Ma chiediamo anche di non abbandonare a se stesso il nostro settore, già colpito al cuore dal sisma del 20 Maggio". "Dal territorio – spiega Politi – cominciano a giungerci notizie di crolli di edifici rurali già danneggiati dal primo terremoto e nuove lesioni a cascine, stalle, fienili, magazzini e serre. Il sistema produttivo è in ginocchio – sottolinea il Presidente della Cia – nei Comuni colpiti operano più di 10 mila imprese agricole per circa 200-250 mila ettari coltivati o con allevamenti. Aziende che, nonostante la paura e i danni subiti, hanno voglia di reagire e ricominciare. Per questo la sospensione dell’Imu e delle altre scadenze fiscali e previdenziali è un atto dovuto per tutti".