IL PIANO DI DE PONTI (UNAPROA): “ARTICOLO 62, CREDITO, AGGREGAZIONE”

Recentemente confermato presidente dell’Unaproa, Ambrogio De Ponti (nella foto), traccia in una intervista realizzata da Agra Press il suo programma di lavoro e analizza le questioni più salienti che in questa fase riguardano l’ortofrutta. De Ponti ha anticipato la nuova missione di Unaproa che tiene conto dei notevoli cambiamenti in atto, a cominciare dall’articolo 62 del decreto liberalizzazioni.

"Se da un lato dobbiamo essere ancora più bravi di quanto in effetti già siamo nel seguire le nostre OP nei loro problemi quotidiani, dall’altro lato dobbiamo dare concrete ed immediate risposte ai nuovi bisogni che si stanno facendo pressanti". Il presidente di Unaproa delinea quindi le aree di intervento nel dettaglio: "L’applicazione dell’art. 62 del decreto legge sulle liberalizzazioni cambierà i rapporti all’interno della filiera più di quanto molti hanno in effetti compreso; ed è lì che noi dobbiamo esserci, insieme ai nostri soci, per aiutarli nelle sfide quotidiane con il mercato, sempre più complesso e competitivo".

L’Unaproa lavorerà inoltre sui rapporti con il credito, "utilizzando – continua De Ponti – tutti gli strumenti pubblici e privati che già esistono o che possono essere attivati velocemente. Occorre inoltre affrontare problemi apparentemente minori, ma di immediato interesse, come aiutare i nostri soci, in collaborazione con le aziende produttrici di agro farmaci, ad ottenere pari opportunità di utilizzo dei mezzi di difesa delle colture rispetto ai nostri concorrenti europei. Anche l’annoso problema degli imballaggi deve essere ormai affrontato in modo, vorrei dire, definitivo, e metter così ordine ad un sistema che va contro ogni logica della economicità e del corretto rapporto con l’ambiente. Infine non dobbiamo mai dimenticare che una delle nostre missioni principali è lo sviluppo di una maggiore aggregazione del sistema ortofrutticolo, di una concentrazione dell’offerta sempre più efficace. Credo ci sia ancora molto lavoro da fare, anche perché in molte regioni, soprattutto nel Mezzogiorno, il livello di aggregazione è ancora troppo basso".