RIFORMA PAC, CAUTO OTTIMISMO DEL MINISTRO CATANIA

Sta prendendo forma il complicato ‘puzzle’ che rappresenta la futura riforma della politica agricola comune (Pac) in Europa. Al momento – dice il ministro per le Politiche agricole Mario Catania – siamo “moderatamente soddisfatti, ma ci sono tutta una serie di pezzi che stanno andando al loro posto, ad esempio il controllo futuro della produzione di vino in Europa”.

Il prossimo 3 ottobre poi Catania sarà nuovamente a Bruxelles per incontrare il commissario all’agricoltura Dacian Ciolos e “secondo me – dice, come riporta l’Ansa – incasseremo un ok anche su qualche altro pezzo importante”.

Tra le nuove iniziative c’è il documento presentato oggi al Consiglio dei ministri dell’agricoltura dell’Ue, dall’Italia insieme ad altri partner europei contro la siccità. C’è infatti tutta una partita nell’ambito dello sviluppo rurale – quella dei finanziamenti per le misure collegate agli impianti irrigui – che è trattata nel pacchetto di riforma in modo che possa essere migliorato.

“Nella proposta della Commissione europea – spiega Catania – verrebbero finanziati sostanzialmente soltanto impianti che comportano fortissime riduzione nel consumo di acqua, ma è un ottica limitativa. Noi vogliamo uno strumento più ampio che consenta operazioni virtuose e di risparmio, ma anche interventi nuovi. Ad esempio, la creazione di diversi bacini di raccolta d’acqua piovana”.

Rimane il quadro complessivo – precisa il ministro – “in una certa misura legato al negoziato sulla future prospettive finanziarie europee: ossia il modello generale della futura Pac, la spesa agricola e la ripartizione tra gli Stati membri”. Questi saranno gli elementi più difficili – ammette Catania – che resta però “positivo” in quanto – dice – “come governo stiamo facendo un lavoro che a mia memoria non era mai stato fatto, di coordinamento strettissimo tra i ministri interessati, coordinati da Moavero: i ministri non vanno in ordine sparso a interfacciarsi con la Commissione europea, ma c’è una regia forte. Stiamo lavorando bene e, quando si lavora bene poi vedremo anche i risultati”.

 

Più preoccupato invece Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, che vede il rischio di uno slittamento della Pac al 2014 (leggi news)