LA WELLNESS VALLEY ROMAGNOLA PUÒ FAR BENE ANCHE ALLA FRUTTA

Finiva il primo Macfrut, edizione settembrina, e a Cesena si accendevano i riflettori sulla Technogym di Nerio Alessandri, primo esempio italiano di wellness valley al cui richiamo hanno risposto due o tre ministri, il presidente della Repubblica, un ex presidente degli Stati Uniti e una variopinta folla di vip e industriali, dalla famiglia Agnelli in giù. Scusate se è poco.

Il collegamento non è casuale: la nostra ortofrutta ha bisogno di più marketing, più immagine, più qualità, più politica di brand, più comunicazione ‘positiva’ . Il nesso tra Cesena capitale dell’ortofrutta e Cesena capitale del wellness può diventare una formula vincente per fare quello che finora il settore non è riuscito a fare: dare all’ortofrutta il valore aggiunto del benessere, dello stare bene, della sana e corretta alimentazione, di un corretto stile di vita.

Il presidente Scarpellini ha fortemente voluto il progetto Frutta, sport e benessere, lanciato al Macfrut. Benissimo, ma è solo il primo passo nella direzione giusta. A Macfrut, quasi più che al Sana, si sono viste le nuove frontiere del biologico che vuole crescere anche al di fuori della Gdo: Almaverde Bio che lancia a tutti gli operatori della ristorazione quali bar, pasticcerie, gelaterie un kit dedicato alla somministrazione di frutta fresca bio e yogurt “chiavi in mano” mentre un brand storico come Alce Nero si lancia nel ‘fresco’ e segue l’esempio di Almaverde: un marchio ombrello che garantisce tanti prodotti, dall’ortofrutta alla pasta alle conserve all’olio. Anche queste due belle novità.

Poi il ministro Catania, presente due giorni consecutivi al salone cesenate (per accontentare sia Coldiretti che le centrali cooperative e il resto del mondo agricolo) che mette come priorità il rilancio dei consumi, “inaccettabile per il Paese culla della Dieta mediterranea” e mette sotto scopa la Gdo “colpevole di aver piegato il prodotto alle proprie esigenze logistiche penalizzando la qualità”, mentre è la Gdo che si deve organizzare per portare al consumatore prodotti sempre più di qualità. Il rilancio dei consumi e il tema della “frutta buona” (e sostenibile) sono due facce della stessa medaglia su cui occorre l’impegno concorde di tutta la filiera. E’ merito anche di questo Macfrut averli messi sotto i riflettori.

Lorenzo Frassoldati, direttore del Corriere Ortofrutticolo

 

Il report completo sul Macfrut 2012 sarà sul numero di ottobre del Corriere Ortofrutticolo