MAAS DI CATANIA: PIOGGIA NEI BOX E BLACK OUT, OPERATORI ESASPERATI

In molti si sono pentiti, e tornerebbe di nuovo al vecchio mercato per pagare 200 euro al mese anziché 800. Sono gli operatori del mercato agroalimentare del Maas, a Catania: riuniti nel sindacato Somaac, protestano perché le nuove strutture – che loro pagano 2 milioni di euro, tra ingressi ed affitti – rischiano di essere specchietti per le allodole.

Risentono di carenze strutturali anche se la mega struttura è stata inaugurata appena due anni fa a fronte di alti corrispettivi richiesti agli operatori. Tanto che, quando piove, l’acqua cade dentro i box, il pavimento industriale è già saltato, non si è risolta la vertenza rifiuti, e ci sono sprechi e disservizi. Tutte questioni aperte dagli operatori, ancora più arrabbiati dopo il recente black-out di qualche giorno fa.

CONTINUI BLACK OUT. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: "Siamo rimasti senza energia elettrica sino alle 10.45 – spiega il consigliere Somaac, Mario Maniscalcocostretti a rimanere al mercato perché non potevamo nemmeno abbassare le serrande dei nostri box. Il minore dei problemi, perché la continua assenza di energia elettrica sta danneggiando i sistemi delle celle frigorifero, così come le schede delle bilance elettriche; inoltre, in questo periodo, con le temperature ancora così elevate, la merce si deteriora in fretta fuori dai frigoriferi. Senza considerare che alcuni camion che stavano prelevando la merce sono rimasti bloccati perché incastrati sotto le pedane che funzionano solo con l’energia elettrica".

CANONE MENSILE TROPPO ALTO. I nervi sono saltati anche perché "paghiamo un canone mensile notevole che non risponde a quanto promesso: non si è visto niente di tutti gli incentivi promozionali, pubblicitari che prima del trasferimento avevano promesso. E’ inammissibile che non funzionino nemmeno i gruppi elettrogeni. Non riusciamo ad avere un confronto con l’amministrazione del Mercato, la bolletta Enel però il Maas la consegna puntualmente. Per non parlare del costo dell’energia, è mai possibile che gli operatori paghino l’energia industriale al prezzo di quella casalinga? Ci era stato assicurato che avremmo avuto un risparmio dall’utilizzo dell’alta tensione". La protesta non è solo per la gestione del Maas, ma anche nei confronti della politica: "Sia chiaro a politici e burocrati che amministrano il Maas: gli operatori non pagheranno mai gli oneri condominiali, perché lì potrebbero insinuarsi gli sprechi della politica".

CAVALLARO. Sulla questione, tuttavia, l’attuale presidente facente funzioni del Maas Rosario Cavallaro, getta acqua sul fuoco: "L’energia elettrica è mancata soltanto per due ore e mezza – spiega – ed il gruppo di continuità è intervenuto con due generatori. Purtroppo, però, è sopraggiunto un guasto su una linea sottotraccia, nel condotto che porta la corrente nel complesso dell’ittico, e questo ci ha impedito di mandare corrente in rete. Siamo riusciti a risolvere il problema ed il disagio è stato contenuto".

Cavallaro conosce bene i problemi degli operatori del mercato, perché fino a poco tempo fa era uno di loro, alla Soomac: "All’inizio, per esempio, l’Enel non riusciva sempre a darci continuità nella fornitura, ed a volte c’erano sbalzi di tensione eccessivi". Sui costi lamentati dai suoi colleghi, Cavallaro rileva che "sono bassi, se li confrontiamo con altre strutture europee paragonabili al Maas. Abbiamo i vantaggi di una struttura moderna, mentre nel vecchio mercato c’erano problemi igienico-sanitari e di sicurezza. Sulle spese condominiali, infine: per i primi 4 anni non paghiamo le spese condominiali, ma non so se sarà possibile continuare così". (fonte: Corriere del Mezzogiorno)