DA TOP MANAGER A PRODUTTRICE DI FRAGOLE: LA SFIDA DI PAOLA VISIGALLI

Da top manager a imprenditrice e produttrice di fragole. È la storia di Paola Visigalli (nella foto), 34 anni, laureata in economia e commercio in Cattolica a Milano, con una carriera ai vertici nella consulenza fiscale tributaria. Poi lo stress e il desirerio di tornare "alle origini" ha avuto il sopravvento. "Ho detto basta a quella vita ho iniziato a fare ricerche e… sono spuntate le fragole!".

Alla base di questa scelta non c’è solo la voglia di dare una svolta alla propria vita. C’è anche la volontà di creare un’idea innovativa, condivisa con il fratello Emanuele, attraverso cui fare coltura nell’Oltrepo Pavese. L’imprenditrice lombarda ha fondato così una società, la società agricola Malbosca a Rivanazzano Terme (Pavia)  con cui coltiva fragole fuori suolo utilizzando il sistema di lotta integrata offrendo al mercato frutta di alta qualità.

L’impianto si sviluppa su una superficie di circa 1.800 metri quadrati sono state piantate circa 14.300 piante di varietà differenti (Albion, Charlotte, Cjiose, Monterey e Portola), tutte rifiorenti, che consente così, come primo anno di attività, di capire sia l’adattabilità della pianta al clima, sia il riscontro sul mercato.

SUlla scelta di produrre la fragola fuori suolo Visigalli speiga come "oltre al fatto che la fragola è un alimento richiesto dal consumatore 365 giorni l’anno, negli ultimi anni si è assistito ad un numero crescente di studi in medicina in cui si è riscontrato che la fragola apporta al corpo umano molti benefici.

In quest’ottica e nella nostra politica aziendale di produrre cibo buono e sano – precisa – abbiamo investito nella coltivazione delle fragole. La scelta del fuori suolo è stata fatta principalmente per due ragioni. La prima ragione è legata alla qualità dei nostri terreni che non permetteva la coltivazione della fragola in terra, ma alla presenza di un microclima adatto alla sua coltivazione. La seconda ragione è legata alla nostra politica aziendale di produrre cibo sano e pulito e il fuori suolo ci permette di farlo eliminando la disinfestazione dei terreni per ridurre le malattie dell’apparato radicale, l’eliminazione di diserbanti e dei prodotti fitosanitari potendo invece sfruttare al meglio i benefici della lotta integrata".

La coltivazione in fuori suolo prevede la crescita delle piante in substrati, "nel nostro caso – sototlinea l’imprenditrice – utilizziamo sacchi contenenti fibra di cocco e perlite, alimentandole tramite un sistema di fertirrigazione. La fertirrigazione ci permette di sciogliere nell’acqua e distribuire  i sali minerali e le sostanze organiche che in natura la pianta troverebbe nel terreno. Tale sistema ci permette inoltre di variare due valori fondamentali nella coltivazione della fragola, la salinità e il ph dell’acqua. Quotidianamente vengono rilevati i livelli di salinità dell’acqua al fine di tenere  i valori all’interno della forbice che il nostro tecnico Mattia Canalis ci indica. I valori di salinità e la composizione dei sali disciolti nell’acqua variano a seconda dello stato vegetativo della pianta".

"Inoltre – aggiunge Visigalli – coltiviamo  seguendo il sistema di lotta integrata introducendo all’interno delle serre gli insetti “buoni” per il controllo dei parassiti. In primavera appena  la pianta ha sviluppato un buon apparato fogliare avviene il lancio degli insetti utili. Nel nostro caso abbiamo utilizzato il Phytoseiulus persimilis predatore del ragnetto rosso e Orius laevigatus predatore dei tripidi".

In futuro l’obiettivo dell’impresa è produrre una fragola per circa otto mesi all’anno, seguendo il ciclo naturale della pianta, lasciandola riposare nei mesi invernali. "A questo aspetto vogliamo lavorare sul fattore qualitativo facendo riscoprire al consumatore finale i colori e i profumi delle fragole di una volta. Abbiamo infatti riscontrato la difficoltà nel consumatore di trovare sul mercato una fragola profumata e fragrante. Chi in questi mesi ha mangiato le nostre fragole – conclude Visigalli, non nascondendo un pizzico di orgoglio in questa sua nuova sfida – è tornato a comperarle proprio per le loro ritrovate caratteristiche di colore, profumo, ma soprattutto sapore".