CON L’AUTUNNO DAL FUCINO ARRIVANO ORTAGGI DI ALTA QUALITÀ

E’ con l’avvicinarsi dell’autunno che il Fucino dà il meglio di sé. Si accentua l’escursione termica che dà qualità e gusto ai prodotti della piana. “Finalmente – commenta Michele Trevisan (foto), export manager di OPO Veneto – vediamo ortaggi veramente eccellenti. La stagione si sta assestando e le produzioni e il mercato stanno entrando nella normalità.

Le previsioni più pessimistiche fortunatamente non si stanno avverando. Il Fucino non sta tradendo. Prezzi, comunque, molto calmi e consumi lenti. Non c’è la consueta ripresa autunnale, al termine dell’estate, una stagione solitamente di stanca per gli ortaggi. Va sottolineato che il fenomeno interessa tutta l’Italia e non solo il Fucino, e vale per tutti i settori. E’ un dato di fatto: è diminuita la capacità di spesa delle famiglie”.

Si stanno raccogliendo i finocchi tondi, che rappresentano la chicca del Fucino: si presentano con uno standard eccellente per presenza e gusto. “Il prodotto è molto buono sul campo e questo facilita la lavorazione, rileva Felice Bianchi, presidente della Cooperativa Paf, produttori agricoli del Fucino, associata ad OPO Veneto. Finocchi eccellenti, croccanti, poco fibrosi e molto gustosi. Si sta facendo, inoltre, un buon lavoro con il cavolfiore e con il sedano. Le vendite però non sono sostenute, anche perché la forbice tra quanto si paga il prodotto sul campo e quanto costa al consumatore permane ancora troppo elevata. Prendiamo le insalate: è ridicolo quanto sono pagate ai produttori che non riescono a coprire nemmeno le spese della raccolta, a fronte di un prezzo al consumo sostenuto”.

E’ cominciata sul Fucino anche la raccolta delle patate che si presenta piuttosto magra a causa del maltempo che ha fortemente disturbato in primavera le semine. “Prodotto scarso – rileva sempre Felice Bianchi – ma non per questo si ha maggiore prezzo alla produzione”.

Gli ortaggi del Fucino, una piana fertilissima a 650 metri di quota, finora sono stati piazzati quasi esclusivamente nel mercato interno; da un po’ di tempo si cerca di portarli all’estero, destinati soprattutto alla ristorazione di pregio. OPO Veneto ne sta esportando nel Nord Europa: quantità non molto rilevanti, ma che stanno ad indicare che le opportunità da esplorare non mancano. (fonte: Ortoveneto)