ALLERTA BOTULINO, 33ENNE INTOSSICATO DA MINESTRONE PRECOTTO

E’ allerta botulino per una ”Zuppa di Legumi & Cereali” con il marchio Terra & Vita prodotta dalla società piemontese Zerbinati Srl per conto di Buona Terra. Il lotto sospettato di essere contaminato è il numero B0803A, mentre la data di scadenza sulla confezione indica il 26 marzo 2014. Si tratta di una zuppa pronta in un contenitore di plastica rosa-marrone chiaro.

L’allarme è scattato dopo il caso scoppiato nel Padovano di un 33enne di San Giorgio delle Pertiche ricoverato in ospedale in gravi condizioni per aver manifestato i sintomi di un’intossicazione da botulino. La società distributrice della zuppa ha annunciato di avere avviato tutte le procedure di ritiro e richiamo dal mercato del lotto in questione. Questo vuol dire che tutti i supermercati e i punti vendita hanno ricevuto un’avviso urgente che invita a ritirare immediatamente il prodotto dagli scaffali dei negozi dovuto a allerta botulino. La società Terra& Vita ha messo un annuncio anche sul sito internet.

”Abbiamo ricevuto – si legge sul sito dell’azienda – una segnalazione di allerta alimentare per gravi motivi sanitari a causa di presenza di tossina botulinica in una confezione aperta del nostro prodotto ‘Zuppa di Legumi & Cereali’ esclusivamente per il lotto B0803A con data di scadenza 26/03/14. Invitiamo tutti i consumatori eventualmente in possesso del prodotto con il lotto specificato a non consumarlo. Immediatamente abbiamo attivato tutte le procedure di ritiro e richiamo dal mercato del lotto in questione. La sicurezza alimentare è da sempre una priorità per la nostra azienda".

La notizia è stata rilanciata anche sul sito del Ministero della salute in cui si precisa che la tossina botulinica è stata trovata in una confezione aperta analizzata in seguito al ricovero in ospedale di una persona. La tossina botulinica di tipo B è stata riscontrata sui residui della zuppa consumata da un uomo il 19 marzo scorso ora ricoverato in un ospedale di Padova in condizioni critiche. Le analisi sono state condotte dai laboratori dell’istituto zooprofilattico delle Venezie.

Tutti i consumatori eventualmente in possesso della zuppa non devono assolutamente consumarlo ma restituirlo alle Asl o al punto vendita. (fonte: Padova Oggi, Il Fatto Alimentare)