VERONA, PICCOLI FRUTTI. CRESCE LA CONCORRENZA DI SPAGNA, MAROCCO ED EST EUROPA

"Ancora per qualche anno, con la qualità, ci difenderemo dalla concorrenza dei produttori dell’Est, di Spagna e Marocco". Alessandro Lucchini, coordinatore del consorzio Piccoli Frutti di Verona, agronomo, sintetizza così il futuro dei piccoli frutti. Un’attività che lo vede coprotagonista, con il consorzio con marchio Aurora Fruit insieme agli altri grandi, come Garden Frutta Srl, azienda import-export e produttrice della famiglia Mosca, dislocati nel Veronese e in Trentino.

Le due realtà si uniscono per prolungare la stagione produttiva di lamponi, mirtilli, more, ribes, e fragole. E la collaborazione che però non riesce a decollare, potrebbe essere ampliata alle produzioni di piccoli frutti della Lessinia. L’annata veronese sta finendo, quella trentina prosegue e si può tracciare un consuntivo provvisorio che vede, malgrado le traversie, la crescita dei mercati dove si cerca qualità, non solo prezzo.

Il consorzio sta arrivando al 60% del fatturato (11 milioni il totale) all’estero, in particolare Austria, ma anche Scandinavia. Se si guarda solo al prezzo, il prodotto veronese-trentino è spiazzato dalla concorrenza dell’Est. Ma Verona e Trento, dovranno guardarsi prima di tutto da Spagna e Marocco. La Spagna perché, data la scarsa remunerazione della fragola, un 20% degli spazi occupati dalla fragola (7.000 ettari) sarà usata per piccoli frutti. Inoltre, la Spagna conta su una forte aggregazione dei produttori. E sono gli spagnoli a fare i maggiori investimenti in terreni e strutture in Marocco, zona ideale dotata di infrastrutture, manodopera a basso costo ed energia altrettanto competitiva. I parametri italiani sono lontani per dimensioni e costi unitari. Come uscirne? "Qualità, ricerca, integrazione aziendale e di filiera, ma anche meno burocrazia, che rischia di soffocare l’impresa. Chiediamo solo di essere emessi nelle stesse condizioni dei nostri competitor", sostiene Lucchini. (fonte: L’Arena).