FUNGHI “BUONI E SANI”, IL CONSORZIO DI TUTELA: “FAR RISCOPRIRE IL GUSTO AGLI ITALIANI”

Un consorzio di tutela che garantisca la bontà del prodotto proposto e ne comunichi le caratteristiche e i valori. Una certificazione che unisca sotto una sola etichetta quattro dei maggiori player italiani del comparto (Funghi di Treviso, Fungo Amico, Consorzio Terre di Romagna, Funghidea). Sono queste le idee alla base del nuovo Consorzio di Tutela Fungo Italiano Certificato, quello coltivato, che rappresenta “un ottimo compromesso tra gusto, leggerezza e proprietà nutritive”, come sottolineato dal presidente Mario Mattozzi durante un incontro tenutosi ieri al Macfrut di Rimini.

“In Italia la media del consumo annuo di funghi coltivati è di 1 chilogrammo pro capite, nel resto d’Europa si aggira nell’intorno dei 4 chili. Dobbiamo lavorare e impegnarci affinché i consumatori riscoprano il gusto di questo prodotto straordinario cercando di comunicarne il gusto, la salubrità e la genuinità”.

Un’azione a trecentosessanta gradi che sfrutta sapientemente strumenti di marketing digitale (google e facebook in primis), un ufficio stampa organizzato ed efficiente e un nuovo unico packaging, in grado però di manterremo l’identità specifica della singola azienda.E per valorizzarne i valori nutrizionali – il basso contenuto calorico, l’elevata fonte di proteine, il bassissimo contenuto di sale e la praticamente assenza di grassi – il Consorzio si avvale delle ricerche scientifiche del Dipartimento di Agronomia dell’Università di Padova (DAFNAE). “Nelle giuste proporzioni, non è sbagliato affermare che il consumo di funghi equivale a mangiare una fettina di carne ma con la leggerezza di un ortaggio a foglia”, spiega Carlo Nicoletto del DAFNAE. Ma non solo, ultima novità annunciata ieri è la partnership con la Fondazione Umberto Veronesi, grazie all’adesione al progetto “Più Sano più Buono”. Un’iniziativa a favore della ricerca scientifica sulla nutrigenomia, la scienza che studia le correlazioni tra il DNA umano e le molecole presenti nei cibi. Acquistando le confezioni di Fungo Italiano Certificato con il marchio del progetto sarà infatti possibile sostenere giovani medici e ricercatori della Fondazione.

“Abbiamo un prodotto valido ma stiamo andando oltre sostenendo la ricerca e collaborando con la Fondazione Veronesi. Speriamo di riuscire a comunicarlo bene”, ha concluso Mattozzi.

Chiara Brandi

 

Nella foto, da sinistra: Carlo Nicoletto del Dafnae, Mario Mattozzi del consorzio Fungo italiano e Ferdinando Ricci della Fondazione Veronesi