IL PATTO CON IL DETTAGLIO È PER LA IV GAMMA LA SFIDA PER IL PIENO SUCCESSO

Inserito: venerdì 28 luglio 2017

duccio-caccioni

Cresce ancora il settore della quarta gamma in Italia. Nel primo semestre di quest’anno le vendite al dettaglio sono salite del 5,2% in volume e del 4,4% in valore rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente, con un dato estremamente favorevole anche a riguardo del numero delle famiglie consumatrici (+365 mila: in totale 19,3 milioni).

La storia della quarta gamma nel nostro Paese conta oramai una trentina d’anni. La partenza, alla fine degli anni 80 del secolo scorso, fu forse incerta, con una battuta di arresto all’inizio degli anni 90 dovuta alla frequente bassa capitalizzazione delle imprese. Poi si è ripartiti, e alla grandissima: gli italiani hanno imparato forse meglio di altri la lezione internazionale. Oggi il settore della quarta gamma nazionale riesce a produrre i prodotti “maturi” – ovvero non innovativi – a prezzi estremamente popolari senza rinunciare alla qualità.  Si deve notare che la qualità igienico-sanitaria oggi in Italia ha un profilo molto alto, grazie all’uso di tecnologie sempre più sofisticate e alla professionalità dei tecnici e degli imprenditori. In bibliografia si possono infatti ritrovare situazioni critiche sotto il profilo microbiologico in Paesi evoluti quali USA, UK e Germania mentre – e non è un caso –  il nostro Paese ne è indenne. Poi c’è l’innovazione. Le nostre imprese hanno un occhio all’estero (soprattutto agli States, il mercato in assoluto più brillante per le incessanti novità) ma sono anche capaci di creare prodotti assolutamente originali. Una capacità che cresce assieme alle industrie che producono macchinari, anche queste una eccellenza italiana che si sta sempre più affermando in ambito internazionale  (che fischino pure le orecchie al mio amico Alessandro Turatti). Non ultima la produzione. Da almeno quindici anni la produzione nazionale della materia prima vegetale per l’industria del ‘fresh cut’ sta crescendo incessantemente. E con la capacità produttiva cresce l’esportazione indirizzata dalle nostre aree più vocate a stabilimenti in numerosi Paesi europei. Tutto bene dunque? Qualche ombra la vediamo anche in questo settore, ma l’articolo è già partito come encomiastico… Chiudiamo allora ricordando che il settore ha ancora potenzialità di crescita sia sul mercato nazionale sia su quello estero a condizione che vi sia una forte collaborazione fra produttori e distributori al dettaglio. Qui la simbiosi è  obbligata.

Duccio Caccioni

opinionista