KIWI, CERADINI: “ECCO IL PORTINNESTO “MIRACOLOSO” CHE SALVERÀ IL COMPARTO DALLA MORÌA”

Un portainnesto miracoloso che potrebbe sconfiggere la morìa del kiwi, malattia che da almeno quattro anni sta flagellando in particolare il Veronese. Massimo Ceradini, a capo dell’omonima azienda scaligera tra le imprese di punta in Italia nella produzione e commercializzazione di kiwi, ne è convinto. Sav 1, abbreviazione di Saver, “il Salvatore” in inglese, è la risposta alla morìa che in poche stagioni ha spazzato via oltre la metà dei 3.200 ettari coltivati a kiwi nel Veronese, anche se dei 1.500 ettari rimasti solo 500 non presentano sintomatologie della malattia, comparsa nel 2013.

“L’auspicio – afferma Ceradini, – è che questo fantastico portainnesto (di cui lo scorso dicembre ha fatto richiesta del brevetto vegetale a livello europeo, ndr) possa far riemergere le aziende veronesi e risollevare un comparto ormai al collasso e sull’orlo del baratro”.

Dopo molte sperimentazioni Ceradini ha notato la forte resistenza di questo portainnesto, di cui ha fatto moltiplicare le piante. I primi esemplari per la seconda fase della sperimentazione erano pronti solo il 3 agosto del 2016, nell’azienda Girelli di Bussolengo (Verona), storico fornitore di kiwi di Ceradini Group. Lo stesso giorno è stata piantata una pianta di Sav1 e una di Hayward da vaso, una vicino all’altra. Il risultato è stato stupefacente. Mentre quella di Hayward è morta dopo pochi giorni, l’altra cresceva rigogliosa.

Lo scorso inverno Ceradini ha provato a distribuire alcune migliaia di piante ad alcuni abituali fornitori di kiwi su terreni dove era già ben radicata la morìa. Il primo a sperimentare la resistenza di Sav 1 è stata proprio l’azienda di Marco Girelli, di Bussolengo, che era stata devastata dalla morìa. “Qui si è notato che la pianta una volta innestata si sviluppava in maniera straordinaria, notando come le piante innestate crescevano molto meglio di quelle normali”, racconta entusiasta Ceradini, assieme a Marco Girelli.

P1110550Il Sav 1, da anni studiato e usato diffusamente in Nuova Zelanda dove però non hanno problemi di morìa, può contare su una radice molto forte e un apparato radicale indistruttibile che si sviluppa in senso verticale (fittonante). È molto resistente sia alla siccità che ai ristagni d’acqua (con relativo risparmio idrico). È adatto a terreni pesanti ed argillosi. La minore vigoria della pianta con internodi più stretti consente anche una maggiore percentuale di gemme a frutto con possibilità di avere rese maggiori. Permette un leggero anticipo della raccolta, con aumento della sostanza secca, alta resistenza del portainnesto alla Psa. Sav 1 è adatto ad essere innestato con tutti i tipi di kiwi, sia giallo che verde.

P1110551“Le potenzialità di Sav 1 sono enormi” – sostiene Ceradini – anche su altri terreni non colpiti dalla morìa. Anche per questo potrebbe diffondersi senza problemi a livello nazionale ed estero”.

Per mostrare le potenzialità di Sav 1 Ceradini ieri sera ha organizzato proprio dall’azienda agricola Girelli un open day a cui hanno partecipato almeno 150 coltivatori del Veronese oltre che provenienti da Mantova, Rovigo e Trento. “La stragrande maggioranza è rimasta sbalordita dai risultati che abbiamo ottenuto. Sono convinto che questa scoperta andrà sui libri di storia di agricoltura”. Visto il successo ottenuto Ceradini ha deciso di replicare l’open day il prossimo 12 settembre (prenotazione obbligatoria allo 045.8510268; info@ceradinigroup.com).

Emanuele Zanini

 

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Nella foto da sinistra Marco Girelli e Massimo Ceradini davanti ad un esemplare di portainnesto Sav 1