INDIPENDENZA DELLA CATALOGNA, “A RISCHIO IL SETTORE ORTOFRUTTICOLO SPAGNOLO”

In una escalation di accadimenti storici avvicendatisi vorticosamente da domenica ad oggi, che potrebbero concludersi con una pre-annunciata dichiarazione di indipendenza, la “questione catalana” ha e avrà pesanti conseguenze sull’intera economia iberica, comparto ortofrutticolo compreso.

Nonostante l’appello all’unità della Ministra dell’Agricoltura Isabel García Tejerina rivolto a tutto il settore agroalimentare (che da solo vale il 10% dell’intero PIL spagnolo, ndr), tra gli operatori trapelano i primi malumori.

L’elevata propensione all’export ortofrutticolo della Spagna è nota non solo agli addetti ai lavori (nel 2016 ha raggiunto un valore di 12,5 miliardi di euro, doppiando quasi quello ottenuto dall’Italia) e la Catalogna, oltre ad avere un ruolo importante in termini di produzione, rappresenta un territorio chiave nella logistica dei prodotti destinati alle vendite oltreconfine. Le tensioni di questi giorni, culminate nello sciopero generale indetto nella giornata di ieri, hanno messo a dura prova l’ufficio di questa funzione, tanto da indurre la vicina Almeria a correre ai ripari.

Nel trasportare prodotti deperibili qualsiasi ritardo può influire sulla qualità, oltre provocare eventuali danni dovuti al non rispetto dei termini stabiliti dai contratti con i clienti”, si legge in una nota dell’Associazione delle organizzazioni di produttori di frutta e verdura di Almeria (Coexphal), che rivendica al governo di Madrid maggiori tutele per i camionisti in transito in Catalogna.

Ma non solo: i produttori di Almeria denunciano una situazione di particolare pericolo per l’orticoltura in serra e il suo commercio, “estremamente sensibile a situazioni come quella attuale, data la sua dipendenza dalle esportazioni verso tutta Europa”. Infine, “oltre ai disagi nella logistica – aggiunge Coexphal –, ulteriori perdite sono ascrivibili alle mancate spedizioni verso questa area, dove i servizi sono stati ridotti o paralizzati dallo sciopero generale coercitivo sostenuto dalle autorità regionali”.

“Coexphal – conclude la nota – chiede al governo della Spagna che venga ripristinato al più presto il quadro giuridico della Costituzione, lo Stato di diritto e la stabilità sociale”. Chiara Brandi