GAP LOGISTICO PER L’ORTOFRUTTA AUTUNNALE SICILIANA: “DOPO L’ESTATE PENALIZZATA NEL TRASPORTO VIA MARE”

Breve storia di un gap logistico per l’uva di Canicattì e in genere per tutte le produzioni autunnali siciliane. Dal mese di settembre, con la fine della stagione turistica, gli armatori riducono il flusso di navi nel Mediterraneo tagliando alcuni servizi in partenza da Termini Imerese, Palermo e Catania. Questo costringe i produttori di uva, in piena campagna, a ricorrere al trasporto su gomma lungo tutta la penisola causando ritardi sistematici sugli arrivi nei mercati di destinazione.

“Il problema principale – spiega Antonio Pontillo (nella foto), responsabile mercati francesi della ditta GB Italia – nasce a settembre. Con la riduzione dei flussi turistici, vengono tagliati due o tre transiti navali diretti a Genova, dove facciamo rottura di carico verso la Francia, e questo ci costringe a ricorrere al trasporto su gomma sin dalla Sicilia, lungo l’asse tirrenico della Penisola. Si tratta di un allungamento del viaggio che viene ulteriormente amplificato anche dal rispetto delle regole di trasporto che prevedono, ad esempio, pause obbligatorie per gli autisti, limiti di velocità, ecc. In pratica, da settembre fino a fine campagna iniziamo a registrare ritardi sistematici soprattutto il venerdì, che arrivano anche fino a cinque ore. Un tempo eccessivo per chi, come noi lavora con la Gdo e con catene come Auchan e Carrefour, che si traduce automaticamente in merce rifiutata“.

Problemi anche per chi lavora sui mercati. Arrivare alle 8 o alle nove su una piazza che ha iniziato a movimentare merce deperibile dalle 4 di mattina significa automaticamente perdere clienti quando non addirittura pagare le penali, se previste da contratto, per le vendite concluse telefonicamente.

“In caso di rifiuto della merce da parte della Gdo, siamo costretti a piazzarla sui mercati all’ingrosso, come Rungis e Lione, ma vi arriviamo comunque ad un orario in cui le transazioni sono praticamente concluse e questo determina per noi notevoli danni in termini di perdita di guadagno”.

Mariangela Latella