FRANCIA, STATI GENERALI: GLI AGRICOLTORI CHIEDONO SOSTEGNO AL GOVERNO

La Francia cambia registro. È in corso una profonda trasformazione delle politiche agroalimentari del governo che è chiamato oggi, senza più indugio, a dare una risposta alle molte richieste dal basso per una maggiore redditività ai produttori, un incremento dei consumi di ortofrutta (oggi ai minimi termini) e una maggiore qualità delle produzioni.

Lo ha annunciato Emmanuel Macron (nella foto), presidente della Repubblica francese, nel suo discorso a Rungis dello scorso 11 ottobre con cui ha fatto un primo bilancio sui lavori degli Stati generali dell’alimentazione. Perno del suo intervento: il principio del giusto funzionamento del mercato.

Più di 900 i professionisti coinvolti nei workshop che proseguiranno fino alla fine dell’anno, organizzati per definire proprio le linee della nuova strada da seguire. Novità assoluta: per la prima volta dall’istituzione dell’interprofessione ortofrutticola francese, quarant’anni fa, il settore primario tira la giacca al governo e richiede a gran voce un sostegno per dare luogo al giro di boa necessario.

Insomma il modello francese agroalimentare traballa sotto i colpi della crisi ed il governo (tre i ministeri coinvolti: Agricoltura, Sviluppo economico e Ambiente) si mette a fianco dei produttori e di tutti gli attori della catena distributiva per studiare una nuova strategia nazionale in grado di creare un modello di sovranità alimentare, eventualmente anche da esportare in Europa, che sia in grado di eliminare gli squilibri di mercato.

“Il rispetto del principio del giusto funzionamento di un mercato – ha detto il presidente della Repubblica francese – e l’obiettivo della libera concorrenza portano al giusto prezzo, quello che permette che i vantaggi della produttività siano trasferiti al consumatore evitando la creazione di un “effetto rendita” nell’economia. Quali sono le nostre sfide oggi? Quelle del prezzo, innanzitutto, che riguardano tutti i player della catena distributiva ma anche la sovranità alimentare, che va perseguita non solo a livello di Paese ma anche su scala europea. In primo piano anche la salute dei nostri concittadini tutelata con produzioni di qualità”.

La richiesta di un giro di boa è arrivata dalle oltre 15mila Pmi operanti, a vario titolo, nella catena distributiva del settore primario che, fra le altre cose, hanno denunciato i redditi insostenibili (350 euro al mese) con cui molte famiglie di piccoli produttori sono costrette a vivere.

“La sfida della sovranità alimentare – ha continuato Macron – è altrettanto importante. Equivale alla nostra indipendenza economica e alimentare da quella europea. Corrisponde anche alla possibilità di accompagnare ovunque in Europa la trasformazione dei nostri modelli produttivi, per poter crescere in qualità, per soddisfare le esigenze alimentari ed i gusti delle nostre popolazioni, per rispondere anche alle sfide internazionali e, soprattutto, fare in modo che un settore torni ad essere competitivo per non soccombere o, peggio, sparire. Dietro l’agricoltura e l’agroalimentare, c’è la capacità dei nostri territori a proiettarsi alla conquista del mercato globale, creare occupazione, dare ai nostri giovani un’esperienza e un posto nella società”.

Mariangela Latella