IN DIRETTA DA MADRID / CA’NOVA COGLIE LA SFIDA: CONQUISTARE L’ESPLOSIONE DEL BIO IN SPAGNA

Da qui al 2025 la Spagna prevede di arrivare ad una superficie coltivata a Bio che si avvicina ai 2 milioni di ettari con una strutturazione del settore produttivo oggi composto da oltre 30mila aziende, in grossi gruppi che potrebbero arrivare ad aggregarsi in massimo 4.500 grandi produttori (dieci volte di meno degli attuali). Le prospettive nel medio periodo, secondo i dati di Pro-Vocación Marketing sostenibile, sono quelle di decuplicare il giro d’affari per portarlo da 1 miliardo di euro di fatturato odierno fino a 2,2 entro il 2025 di cui la metà destinati all’export mentre sul mercato interno i negozi specializzati che stanno aprendo il varco al canale certificato (30% degli acquisti Bio), potrebbero cedere il passo alla Grande distribuzione sempre più attenta all’interesse verso questo tipo di prodotti.

Intanto, tra il 2015 e il 2016 la crescita del settore Bio spagnolo ha subito una vera e propria impennata molto più sostenuta di quanto non accada sul mercato mondiale registrando, negli ultimi due anni, dei passi avanti da gigante con un +25% l’anno.

Oggi gli acquisti F&V Bio sono molto più sostenuti rispetto a quelli di prodotto convenzionale, dal momento che, secondo i dati diffusi da Provotec, in Spagna i primi rappresentano il 15% dei consumi di frutta e il 16% di quelli di verdura in tutta la Penisola contro il 9,5 e 11,4 dei prodotti convenzionali.

La sfida spagnola del Bio ha una faccia tutta mediterranea dal momento che le regioni che affacciano sulle coste orientali del Paese, da sole superano il 50% del totale dei consumi di ortofrutta anche grazie alla presenza della ricca Catalogna che assorbe il 26% degli acquisti di prodotti Bio.

Una sfida che Ca’Nova coglie al volo – proprio nell’anno in cui celebra il decennale di attività della filiale Spagnola (a Murcia) – anche in considerazione dei grandi margini di crescita del settore legati soprattutto alla crescente attenzione da parte dei consumatori, ai fattori salutistici, di sostenibilità ambientale e ai trend vegetariani e vegani (leggi acquisti consapevoli).

Certo siamo ancora ben lontani dai consumi procapite che si registrano negli Stati Nordeuropei: la Svizzera ha una spesa media procapite annua di prodotti Bio di 189 euro contro il dato Ue di 72 euro, la Danimarca159, l’Austria 127, la Svezia 95, la Germania 86 e la Francia 61. L’Italia con i 31 euro l’anno è il fanalino di coda. Ma la strada sembrerebbe tutta in discesa.

“E’ un momento molto positivo per il mercato del Bio – spiega Andrea Raggi, export manager di Ca’Nova – e in Italia l’anno scorso abbiamo registrato una crescita del fatturato del 14% sul 2015 arrivando a 3 miliardi di euro. Nel primo semestre di quest’anno il trend si è confermato con una crescita del 16% rispetto al primo semestre 2016. Fondamentale in questo processo il fronte della vendita e la creazione di isole specializzate negli store. In questo siamo pionieri anche grazie ai primi esperimenti effettuati con Almaverde Bio, il marchio certificato più conosciuto in Italia”

Mariangela Latella

Madrid

 

Nella foto un momento dell’evento organizzato a Fruit Attraction