PINK LADY DAY, I PIANI FUTURI: “CRESCITA CONTINUA FINO A 280MILA TONS ENTRO IL 2025”

Da poco più di una ventina di anni Pink Lady è prodotta anche nel Vecchio Continente, in particolare in alcuni areali in Francia, Catalogna (Spagna) e Italia (Emilia Romagna e Alto Adige). Nel 1997 nasce l’Associazione Pink Lady® Europa. Ad oggi la produzione comunitaria di Pink Lady conta 11 vivaisti editori della varietà, 15 distributori autorizzati (di cui sei nel nostro Paese: Vog, Mazzoni Group, Salvi Unacoa, OP Minguzzi, Granfrutta Zani e Apofruit), 2.800 produttori (di cui 1.900 in Italia) per 3.800 ettari di frutteto, 100 stazioni di imballaggio e un export diretto ad oltre 50 nazioni.

La stagione commerciale dell’Emisfero Nord è alle porte, aprirà ufficialmente il 2 novembre; i volumi previsti per il 2017/18 sono attorno alle 180 mila tonnellate, il 23% in meno rispetto al 2016/17 a causa del maltempo; circa la produzione nostrana tuttavia i volumi dovrebbero mantenersi in linea con quelli dello scorso anno.

Per festeggiare tali numeri e onorare la mela più romantica del mondo venerdì 20 ottobre si è celebrato, in contemporanea in tutte le stazioni di imballaggio del continente, il primo Pink Lady® Day. Un evento unico ed originale, volto a mostrare ai consumatori l’impegno e i valori che stanno dietro alla ‘signora delle mele’, che vanta una percentuale di brand awareness tra l’80 e l’85% a livello europeo e tra il 50 e il 55% in Italia, ma ferma al palo circa la consapevolezza della reale prossimità produttiva poiché ritenuta dai più di lontana provenienza.

“Pink Lady® è un marchio in grado di dare molte soddisfazioni a tutti gli attori coinvolti nel progetto: tutti i partner hanno piena fiducia nell’organizzazione, che permette loro di portare al centro le proprie esperienze in un’ottica di crescita unica e condivisa”, ha dichiarato il direttore generale dell’associazione Pink Lady® Europa Thierry Mellenotte. “Per rafforzare il nostro brand e i nostri valori è diventato fondamentale avviare una campagna di comunicazione diretta alla conoscenza della sostenibilità della filiera, vero punto di forza del nostro prodotto. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo pensato ad istituire un Pink Lady® Day ed è per questo che cogliamo l’occasione per dare ufficialmente inizio ad una nuova campagna di comunicazione corporate, che si svilupperà nel corso dei prossimi anni”. Mellenotte è intervenuto all’evento organizzato da Salvi Unacoa, tra le sei licenziatarie per la commercializzazione, e Afe, che ne gestisce la lavorazione presso la sede di Ferrara. Il riferimento di Mellenotte è ad una strategia di sviluppo che prevede l’incremento produttivo di 100 mila tonnellate entro il 2025, a 280 mila tons circa, con un tasso di crescita tra il 6 e il 10% annuo.

 

SALVI UNACOA – AFE

Il Pink Lady® Day firmato Salvi e Afe – che ha visto oltre 200 intervenuti tra studenti, produttori, giornalisti e avventori interessati – ha coinvolto i partecipanti dapprima nella dimostrazione di tutte le fasi di lavorazione, confezionamento e imballaggio, poi nella visita del frutteto Pink Lady® dell’azienda Volpin Riccardo a Settepolesini di Bondeno (Ferrara). Qualità, filiera integrata, eccellenza, responsabilità e condivisione sono i cardini attorno ai quali si è sviluppata la giornata in uno spirito di divulgazione e di informazione dei valori condivisi dall’organizzazione.

“Quella di Pink Lady® è una filiera sostenibile anche economicamente perché garantisce ai produttori la giusta remunerazione, fattore importantissimo soprattutto nelle annate particolarmente difficili del settore. Il modello associativo, poi, favorisce la condivisione delle esperienze e permette il pieno coinvolgimento dei produttori nella sua governance”, ha spiegato il presidente Afe Mauro Grossi.

“Si tratta di un sistema vincente in grado di affermarsi nel mercato estero puntando sulla qualità sempre crescente del prodotto e sulla grande collaborazione e un’equa distribuzione del valore lungo la filiera. Pertanto possiamo affermare che con Pink Lady® abbiamo creato un sistema di sostenibilità ambientale, economica e di prodotto”, ha aggiunto Marco Salvi, presidente Salvi Unacoa.

 

 

 

 

MAZZONI GROUP

Stesso copione, a pochi chilometri di distanza, per il Pink Lady® Day organizzato dal Gruppo Mazzoni. In questo caso il pubblico è stato volutamente “istituzionale”, composto da diversi sindaci della zona, vertici di banche e assicurazioni locali, associazioni di categoria e di settore. “Abbiamo ritenuto che fosse l’occasione giusta per comunicare a chi lavora quotidianamente con noi, e attorno a noi, che cosa realmente facciamo e cosa significhi per noi la mela Pink Lady. È stato un momento importante, e il successo ottenuto ce lo ha confermato, non solo per il ruolo che gli intervenuti ricoprono a livello professionale, ma anche poiché non bisogna dimenticare che dietro ad ognuno di loro c’è un consumatore, che ha tutto il diritto di entrare in contatto in il magico mondo Pink Lady”, hanno spiegato al Corriere Ortofrutticolo dall’azienda di Tresigallo. I vantaggi di Pink Lady sono infatti molteplici: alla soddisfazione del consumatore si aggiunge quella dei produttori. “A pieno regime degli impianti – ha spiegato il responsabile agronomo Mazzoni, Michele Gerin – ogni ettaro ha una resa produttiva tra le 60 e le 70 tonnellate. Un risultato davvero interessante che consente buoni ritorni per i produttori in termini economici”.

 

Un momento dell’evento Pink Lady Day da Mazzoni Group

 

 

 

OP MINGUZZI

Infine, giornata tra i campi e stazione di confezionamento anche nel ravennate grazie all’evento organizzato dall’OP Minguzzi, licenziataria Pink Lady® con un output di circa 5 mila tonnellate di prodotto annuo, il 20% dell’intera produzione melicola dell’organizzazione.

Non nasconde la soddisfazione Giancarlo Minguzzi, presidente dell’omonima organizzazione di produttori: “È stata una giornata ben riuscita. Abbiamo invitato le quinte classi dell’Istituto agrario Perdisa di Ravenna e la sensazione è che i ragazzi abbiano davvero apprezzato l’iniziativa. Pink Lady® – ha concluso il manager – ha finalmente portato al settore una ventata di positività in uno scenario che non è certo dei più rosei. È una mela che si contraddistingue per l’inconfondibile profumo, il sapore equilibrato e la croccantezza. In Italia trova il suo habitat ideale con una produzione nel 2016/17 di 900 mila tonnellate raccolte dall’Alto Adige alla Romagna”.

Chiara Brandi