SPAGNA, PIANO NAZIONALE SULL’ACQUA: STANZIATI 15 MILIARDI FINO AL 2021

“Il piano nazionale spagnolo sull’acqua va avanti a prescindere da qualsiasi rivalità politica e sarà basato su una corretta distribuzione delle acque nel rispetto della linea politica individuata dal Governo che è integrativa, consensuale, solidale e va oltre le questioni politiche”.

Lo ha precisato la ministra spagnola dell’Agricoltura Isabel García Tejerina (nella foto) in una nota ufficiale divulgata poco dopo le votazioni referendarie in Catalogna.

Secondo quanto approvato dalla legge del gennaio 2016 che ha dato il via libera alla revisione di 12 piani idrogeologici, sono stati stanziati circa 15 miliardi di euro da qui al 2021 per l’esecuzione di circa 10mila misure che consentiranno, fra le altre cose, la messa in sicurezza dai rischi idrogeologici dei bacini nazionali oltre che l’equa distribuzione delle risorse idriche del Paese che in alcune regioni, come ad esempio l’Almeria o l’Aragona (al confine sud-occidentale con la Catalogna), iniziano a registrare gravi problemi di siccità.

Pronti ad essere inaugurati i cantieri per gli invasi di Biscarrués e Almudévar, entrambi in Aragona. Se su quello di Biscarrués i lavori sono stati rallentati per la presenza di ricorsi incidentali risolti da poco con il via libera della Suprema Corte spagnola (Audicion Nacional) e di alcune raccomandazioni Ue, sono già iniziate le procedure di esproprio per l’invaso di Almudévar la cui implementazione costerà allo stato 27 milioni di euro.

Nel mese di luglio scorso il ministero dell’Agricoltura ha avviato il primo ciclo di contatti con tutte le comunità autonome del Paese, gli utenti, gli irrigatori ed i rappresentanti della società civile. Da adesso in avanti, invece, la negoziazione si trasferirà sul piano politico con l’obiettivo che il Patto nazionale sull’acqua sia concordato e approvato da una grande maggioranza parlamentare. (m.l.)