KIWI PIEMONTESE, “INNOVAZIONE E TUTELA PER RIPARTIRE”

Si è svolto ieri mattina a Cavour (Torino) l’appuntamento “Kiwi: non siamo al capolinea – Ricerca e innovazione per guardare al futuro” promosso da Agrion, con il patrocinio della Regione Piemonte e in collaborazione con l’Ente Manifestazione di Cavour. Obiettivo dell’incontro discutere sulla situazione, ormai sempre più preoccupante, della moria del kiwi sul territorio piemontese.

Circa 600 i partecipanti, che hanno assistito agli interventi di rappresentanti di Agrion, del Crea della Regione Piemonte, dell’Università di Udine e di Agrea nel Veronese, oltre che di esperti e ricercatori specializzati nel settore, che hanno riportato interessanti dati sulla situazione e sulla sua evoluzione dal 2010 a oggi.

“Abbiamo voluto realizzare questo incontro – spiega il Presidente di Agrion, Giacomo Ballari, che ha moderato la mattinata – per cercare di dare soluzioni concrete per continuare questa coltivazione, che è fondamentale per la nostra Regione, e non solo. I dati riportati dalla Regione Piemonte ci mostrano come, grazie all’impegno, alla ricerca e alle buone prassi messe in campo, è possibile tentare di contrastare questa ‘moria’ di piante: dal 2010 al 2014 sono infatti stati estirpati 1026 ettari di coltivazione a causa della batteriosi, ma dal 2014 a oggi si evince un leggero miglioramento: risulta ridotta quasi a zero, infatti, la superficie di piante estirpate. I dati produttivi del kiwi in Piemonte, negli  anni di riferimento 2010-2016, ci dicono che la superficie di produzione è in continua diminuzione: da 5421 ettari (2010) a 4460 ettari (2017). In forte ribasso anche la quantità di produzione: da 131 mila tonnellate nel 2010 a 76.500 tonnellate nel 2017 (valori stimati): in quest’ultimo anno, risulta inoltre che la ‘moria’ si è diffusa su tutto il territorio regionale. Occorrerà continuare ad agire con prontezza e attenzione per contrastarla, tutelando e valorizzando la coltivazione del kiwi che caratterizza da sempre il nostro Piemonte”.