TUTTO PRONTO PER FICO, DOVE SI IMPARA IL GUSTO ITALIANO

Con 120 operatori distribuiti su 10 ettari di struttura di cui 8 al coperto per accogliere le fabbriche contadine, 9 filiere alimentari per 850 addetti e ben 800 animali allevati nell’area circostante, è tutto pronto per l‘inaugurazione del prossimo 15 novembre di Fico, la Fabbrica italiana contadina, che ha avuto un’anticipazione questa mattina, con un tour di presentazione riservato ai giornalisti.

Il parco agroalimentare più grande del mondo si trova a Bologna, adiacente al Caab, il centro agrolimentare felsineo che peraltro è il fornitore diretto di materia prima ortofrutticola che si aggiunge a quella coltivata negli orti adiacenti.

“Questo luogo non è la Mecca del consumismo – ha detto il sindaco di Bologna, Virginio Merola alla presentazione alla stampa – ma è quello dove si impara il gusto italiano, dove con la ricerca si spinge su educazione alimentare e la sostenibilità e dove si lotta contro lo spreco. Con questo risultato Bologna punta ad accrescere la propria reputazione nel mondo, la propria capacità di accoglienza e si schiera dalla parte dell’Europa”.

Con ben sei giostre tematiche altamente tecnologiche dove vengono proiettati 30 video educativi realizzati dal centro milanese di cinematografia sperimentale diretto da Maurizio Nichetti, percorsi didattici e laboratori gestiti dagli operatori, il progetto di Fico è andato ben al di là dell’idea di cittadella del cibo concepita da Andrea Segrè e Oscar Farinetti.

Accanto a filiera alimentare ci sarà la filiera formativa  – ha precisato Andrea Segré, presidente di Fico – con 120 imprese che faranno formazione per i ragazzi di tutte le età, dalle elementari fino all’università e ai dottorati di ricerca, perché l’innovazione si farà qui”.

“Ora la sfida – rilancia Oscar Farinetti, patron di Eataly – la sfida è portare a casa 6 milioni di persone l’anno. È arrivato il momento di ragionare in grande e raddoppiare l’internazionalizzazione anche costruendo strutture importanti come questa”.

Mentre a Lione si sta lavorando per la costruzione della seconda cittadella del cibo che inaugurerà l’anno prossimo seguendo la scia dell’idea di Fico, e che è costata al governo francese 240 miliardi di euro, l’Italia si porta a casa questo primato tutto europeo.

“Se c’è un settore in cui qualità e ricerca hanno riguardato tutte le regioni italiane – ha detto Vincenzo De Luca, direttore generale per la promozione del sistema Paese degli Esteri che ha ribadito il sostegno della Farnesina a Fico – è quello agroalimentare. Dopo Expo è Eataly che porta la cucina italiana nel mondo”.

Pronta al debutto nel parco agroalimentare anche la borsa merci del grano ed il laboratorio analisi delle granaglie entrambi realizzati dalla Camera di commercio di Bologna che rappresenta uno dei moltissimi partner di quest’opera, esempio di collaborazione tra pubblico e privato.

“Questa è la dimostrazione – ha detto Alessandro Bonfiglioli, direttore generale del Caab che ha da poco inaugurato, di fianco a Fico, la nuova area mercatale che rappresenta lo snodo logistico più a avanzato d’Europa –  che quando si lavora in sinergia si può fare qualunque cosa”.

Mariangela Latella