ORIGINE GROUP GUARDA A NUOVI MERCATI E CERCA COLLABORAZIONE CON OPERA

La vision è inequivocabile, si legge a chiare lettere sul sito del gruppo: “Origine è l’inizio di un nuovo accordo che porterà le pere e i kiwi italiani di qualità top in tutto il mondo”. In occasione di FuturPera di Ferrara (16-18 novembre) abbiamo chiesto al presidente Ilenio Bastoni lo stato dell’arte della situazione, a poco più di due anni dalla nascita dell’accordo tra 10 soci fra le principali realtà del comparto, in grado di concentrare oltre il 15% della pericoltura italiana e oltre il 20% della produzione nazionale di kiwi.

“Per quel che riguarda le pere, già dallo scorso anno stiamo portando avanti con buoni risultati attività promozionali in Francia, uno dei mercati più interessanti per il prodotto a marchio ‘Pera Italia’ oltre a quelli d’Oltremare, mi riferisco a Nord e Sud America e Medio Oriente”.

Ma non solo, l’apertura del dossier con la Cina fa sperare il manager italiano. “Ritengo possa essere una grande opportunità, basti pensare alle ottime performance ottenute dalle Conference olandesi e belghe. Un successo che conferma l’interesse cinese per varietà alternative alla Nashi e che si va a sommare ai risultati registrati un paio d’anni fa, quando in seguito ad un’autorizzazione temporanea avevamo spedito una pedana di Abate in Cina via Singapore e i riscontri erano stati più che positivi. Per noi si tratta di una prospettiva oltremodo interessante perché, essendo presenti in Asia con i nostri kiwi, abbiamo già a disposizione la nostra rete commerciale”.

Quest’anno i bassi volumi ottenuti, nonostante le ottime caratteristiche organolettiche, non permettono ad Origine di adottare una politica espansiva: “Per il futuro l’idea è guardare a nuovi mercati ma al momento la strategia è quella di consolidare il brand nei Paesi in cui siamo già presenti”.

È un discorso valido per le pere quanto per i kiwi, di cui i quantitativi raccolti a livello nazionale risultano in deficit del 30% rispetto al 2016. “Se ai minor volumi si aggiunge la chiusura anticipata della stagione commerciale dell’Emisfero Sud (la campagna australe quest’anno si concluderà 40/50 giorni prima rispetto alla norma), la congiuntura che si determina è particolarmente favorevole, anche se non ci permette di andare ad approcciare nuovi mercati. Preferiamo consolidare la notorietà del marchio ‘Sweeky’ in Spagna, dove dallo scorso anno stiamo avendo grandi soddisfazioni grazie alle attività promozionali avviate su importanti piazze quali Madrid, Barcellona e Mursia”.

Altro fronte è il mercato asiatico, in particolare Malesia, Cina e Taiwan. “Questa settimana partiranno i primi container di Hayward con destinazione Asia, dove con una certa sorpresa si è creata una piccola ma significativa domanda di kiwi ‘Sweeky’, a ulteriore conferma che lavorare sulla qualità porta i risultati sperati”.

Inoltre, prendendo parte al Cooking Pear Show organizzato da Cso Italy e parlando in generale circa il tema dell’aggregazione, Bastoni conferma che “nel mondo della pera la concentrazione dell’offerta si sta dimostrando la chiave di volta per creare valore” e aggiunge: “Da sempre siamo aperti e disponibili a collaborare con gli altri player del settore in un’ottica di innovazione e nella ricerca di destinazioni alternative. Il settore della pera deve crescere e aumentare i margini di reddito per i produttori. Una strada che passa inevitabilmente attraverso l’apertura di nuovi mercati, a partire da quello cinese, dove è importante collaborare come sistema Italia, perché lì partiamo tutti da zero”.

Necessità ribadita anche dal consigliere delegato del gruppo Alberto Garbuglia nel suo intervento al World Pear Forum nell’ambito di Futurpera 2017 in cui sottolinea come il sistema Italia debba restare unito mettendo a valore le energie migliori. “La Cina rappresenta una straordinaria opportunità di collaborazione tra i due grandi consorzi della pera italiana di qualità, Origine Group e Opera. Affrontare i mercati esteri in un’ottica di gruppo consente di minimizzare i costi e ottenere un impatto maggiore; è questa la filosofia alla base di Origine Group fin dalla sua nascita”.

Chiara Brandi

 

Nella foto, da sinistra: Simone Spreafico, Ilenio Bastoni e Alberto Garbuglia