LA CINA PUNTA AL VECCHIO CONTINENTE. PEAR INDUSTRY BELT: “IN EUROPA E STATI UNITI ENTRO L’ANNO PROSSIMO”

Con una produzione totale attorno ai 20 milioni di tonnellate all’anno, per lo più della varietà Nashi, la Cina è il primo produttore al mondo di pere. Mentre l’Europa guarda al colosso asiatico come possibile destinazione per il proprio prodotto – il Belgio esporta ormai da qualche anno le sue Conference e l’Italia è in piena trattativa per le Abate (vedi news 1 e 2) –, viceversa la Cina è già in Europa e non solo. Nella provincia di Hebei (nel nord del Paese, vicino a Pechino), dove viene prodotto il 70% del totale nazionale, il mercato di riferimento è quello globale, basti pensare che una mela su tre consumate nel mondo viene proprio da questo importante bacino produttivo.

A Hebei la produzione è in continua crescita e l’interesse per tecniche produttive virtuose, dalla lotta integrata a quelle biodinamiche, è tangibile. Specchio di una domanda interna sempre più vocata a prodotti sani e naturali.

Tra le realtà più interessanti della provincia c’è la Pear Industry Belt, presente a Horti China (Shanghai, 22-24 novembre 2017), kermesse che ha ospitato la prima edizione del Mac Fruit Attraction China.

Nata nel 2013, l’azienda agricola della città di Xingtai si estende per oltre 6.000 ettari, vanta una produzione annua di circa 10 mila tonnellate, una “certificazione alimentare verde” del sistema di gestione e forti ambizioni di crescita extra asiatiche. “L’idea è di spedire le prime pere in Europa e negli Stati Uniti già a partire dal prossimo anno: abbiamo fatto richiesta al Governo cinese ed abbiamo ottenuto l’approvazione all’export”, ha dichiarato al Corriere Ortofrutticolo Jia Jing Bo, responsabile delle vendite della Pear Industry Belt.

Le intenzioni sembrano davvero serie: secondo quanto confermato dal manager entro il 2025 l’estensione degli impianti supererà i 23 mila ettari e le produzioni sfioreranno le 450 mila tonnellate (circa la metà dei quantitativi attualmente raccolti in Italia). I metodi produttivi all’avanguardia, grazie a ‘contaminazioni’ estere e tecnologie di ultima generazione (l’impianto di irrigazione a goccia è tra i più efficienti in circolazione e arriva da Israele), mirano ad abbassare sempre più l’utilizzo di prodotti chimici e a raggiungere una sostenibilità a 360 gradi per diventare a breve un’azienda biodinamica al 100%.

Chiara Brandi

Shanghai

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