BATTAGLIO, “FUTURO PROMETTENTE PER LA FRUTTA ESOTICA, AVOCADO IN TESTA”

La frutta esotica ha potenzialità enormi, a partire dall’avocado. Luca Battaglio (nella foto), presidente dell’omonimo gruppo torinese, non ha dubbi. I margini di crescita su questi prodotti sono molto elevati. Sull’avocado l’Italia è ancora indietro rispetto ad altri Paesi dove viene maggiormente consumato, in cui le vendite sono dieci volte superiori rispetto al Belpaese. “Ma il cambio di marcia è iniziato”, spiega l’imprenditore piemontese al Corriere Ortofrutticolo. “L’interesse c’è ed è crescente, così come le richieste. La grande distribuzione e i negozi specializzati se ne sono accorti intercettando la domanda. Da parte nostra stiamo lavorando per aumentare ulteriormente la comunicazione, spiegando le proprietà e le caratteristiche dei vari prodotti”.

Un trend in crescita che ha portato Battaglio in un solo anno a raddoppiare i volumi di frutta esotica, che nel 2016 hanno toccato le 4.500 tonnellate rappresentando l’8% del fatturato complessivo che come Battaglio spa ha superato lo scorso anno i 156 milioni di euro e che quest’anno dovrebbe toccare i 180 milioni che diventano 255 milioni considerando tutte le aziende del gruppo (tra cui le principali sono Battaglio Argentina, Agricola Don Camillo, Di Donna Trade).

Il gruppo lo scorso anno ha movimentato oltre 160 mila tonnellate di frutta esotica e di controstagione, per l’80% nella grande distribuzione e per il restante 20% nei mercati agroalimentari.

Luca Battaglio ha analizzato inoltre il mercato più in generale in questo 2017 che si sta chiudendo, prendendo in considerazione anche banane, ananas e frutta d’importazione.

Per le banane si sta chiudendo un’annata discreta, nonostante un terzo trimestre difficile, con un’offerta bassa nel primo, secondo e quarto trimestre e alta nel terzo. Anno dai due volti per l’ananas, che dopo un primo semestre positivo ha dovuto fare i conti con una seconda parte dell’anno negativa. “Il bilancio complessivo è comunque sufficiente”, afferma Battaglio.

Le programmazioni sulla frutta in controstagione “sono state ben gestite dai player, che hanno saputo organizzare bene il lavoro. Questo nonostante la finestra del calendario in cui si sta operando sia sempre più stretta per un progressivo allungamento delle produzioni ortofrutticole europee, italiane comprese”. Secondo Battaglio questo fenomeno per gli importatori potrebbe a lungo andare diventare un problema. “Ad ogni modo si sta capendo quali spazi ci sono e ci saranno per la frutta in controstagione e di conseguenza individuare le migliori strategie per gestire al meglio il trend del mercato”.

Emanuele Zanini