ISTAT, CALA IL CLIMA DI FIDUCIA DEI CONSUMATORI. A FARNE LE SPESE È LA GDO

A novembre cala la fiducia dei consumatori, passando da 116 a 114,3 punti. Per le imprese la diminuzione è più contenuta spostandosi da 109,1 a 108,8. A sostenerlo è l’Istat che ha fotografato il trend dell’ultimo mese.

Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in diminuzione seppur con intensità diverse: la componente economica e quella futura registrano un calo più deciso (da 143,3 a 139,2 e da 121,6 a 119,8 rispettivamente) mentre il deterioramento è più contenuto per la componente personale (da 105,9 a 105,7) e corrente (da 111,5 a 110,1).

Più in dettaglio, si evidenzia una diminuzione del saldo relativo sia ai giudizi sia alle aspettative sulla situazione economica del Paese nonché un aumento delle aspettative sulla disoccupazione; per quanto riguarda la situazione personale, i giudizi sulla situazione economica della famiglia sono in peggioramento mentre le aspettative sono in aumento.

Nel commercio al dettaglio il clima di fiducia scende da 113,2 a 110. Tra le componenti dell’indice emerge in diminuzione sia il saldo dei giudizi sulle vendite correnti, sia quello relativo alle aspettative sulle vendite future; in accumulo sono giudicate, infine, le scorte di magazzino.

Il clima di fiducia peggiora da 115,9 a 113 nella grande distribuzione e da 104,6 a 104,2 in quella tradizionale. Nella prima si conferma sui valori dello scorso mese il saldo dei giudizi sulle vendite correnti, ma diminuisce quello delle attese sulle vendite future. Nella seconda si ridimensiona il saldo dei giudizi sulle vendite correnti e aumenta quello delle attese sulle vendite future. Quanto alle scorte di magazzino, il saldo della variabile emerge in aumento in entrambi i circuiti distributivi.