MELE, MANCA UN QUARTO DELLA PRODUZIONE MA ALTA QUALITÀ E PREZZI SOSTENUTI

Volumi ridotti di un quarto per le mele italiane, giacenze ai minimi storici, prezzi in netto rialzo. È quanto emerso dall’ultimo studio del mercato stilato da Assomela che ha analizzato i dati di produzione aggiornati alla prima settimana di dicembre e l’andamento del mercato nella prima parte della stagione.

La produzione

Ad inizio dicembre la produzione è ormai definitiva, incluse le varietà più tardive come la Cripps Pink e le previsioni di agosto vengono di fatte confermate.

Il volume totale di mele prodotte si assesta poco al di sopra di 1,7 milione di tonnellate, in forte riduzione (-25%) rispetto a quello della scorsa stagione quando il raccolto aveva superato 2,2 milioni di tons.

 

Rispetto alla previsione, le tipiche malformazioni e rugginosità da freddo e le forti grandinate di agosto hanno causato un incremento nella percentuale delle mele da destinare alla trasformazione industriale, che passa dal normale 12% al 20% nel 2017, con una riduzione del volume di produzione per il mercato fresco, che si stima attorno a 1,4 milioni di tonnellate, pari al 30% in meno rispetto all’autunno 2016.

La scarsa produzione ha peraltro sostenuto la qualità finale dei frutti in termini di gusto e colorazione, che per le mele non danneggiate dalla grandine si presenta molto buona. Solo in alcuni casi, specialmente per la varietà più precoci, il calibro è leggermente inferiore al normale.

La varietà a soffrire maggiormente del calo produttivo è la Golden Delicious, ma tutte le produzioni delle cultivar più tradizionali sono in netto calo, dalla Red Delicious, alla Fuji, Gala e Renetta. In questa panoramica le varietà Granny Smith e Cripps Pink (Pink Lady) hanno subito danni inferiori, così come in generale il gruppo delle varietà di più recente introduzione.

 

 

Le giacenze

Considerati i dati di produzione, non sorprende che le giacenze di “mele da tavola” in Italia alla data dell’1 dicembre siano le più basse di sempre, di poco superiori a 1 milione di tons, con un calo del 32% rispetto all’1 dicembre 2016. Dalla partenza della stagione commerciale sono state vendute complessivamente 394.000 tons, una quantità che mostra come il mercato, considerata la mancanza di prodotto, sia partito abbastanza lentamente.

Tendenze e prospettive

Il prudente avvio della stagione commerciale è certamente influenzato anche dalla volontà delle Organizzazioni di Produttori di rispettare piani di decumulo condizionati dalla bassa quantità di prodotto disponibile. L’Italia e la Germania rimangono i mercati di riferimento in questo inizio di campagna, in cui le esportazioni, in particolare quelle oltremare, risultano piuttosto scarse.

L’obiettivo è quello di focalizzare le vendite maggiormente sul mercato italiano e sui principali paesi europei per garantire una adeguata fornitura ai clienti nazionali ed ai maggiori mercati fino all’inizio dell’estate. Dal punto di vista delle quotazioni, la scarsità di prodotto ha portato ad un deciso miglioramento rispetto ai prezzi rilevati nello stesso periodo degli anni precedenti.

Le dinamiche di vendita e le quotazioni, oggetto di confronto nel gruppo specializzato “mele e pere” della Comunità Europea tenutosi l’1 dicembre a Bruxelles a cui Assomela partecipa stabilmente in rappresentanza dei produttori italiani, trovano conferma in tutti i maggiori paesi produttori della Comunità Europea.

Non sono previsti incrementi significativi nelle importazioni dai Paesi dell’Emisfero Sud, che negli ultimi anni sono state progressivamente indirizzate verso il Medio Oriente, l’India e l’Asia. Dall’analisi dei dati raccolti dalla Commissione Europea si osserva che a novembre 2017 i prezzi medi dell’Italia, per mele confezionate all’uscita dallo stabilimento di lavorazione, risultano pari ad 0,86 euro/kg (+ 21% su media del medesimo mese del quinquennio precedente). Incrementi di prezzo si registrano anche in Francia con 0.95 euro/kg (+14%), in Germania (0.86 euro/kg (+91%) e in Polonia (0.42 euro/kg (+72%).

La stagione entrante sarà decisamente particolare, ma ancora una volta – sottolinea Assomela – l’organizzazione del sistema melicolo italiano dimostra di avere le carte in regola per garantire un andamento fluido del mercato nei prossimi mesi.