IL MERCATO DI CAGLIARI GUARDA AL FUTURO CON UN’IDEA: DIVENTARE UNA “FICO” SARDA

Sono numeri in crescita quelli dei primi dieci anni di vita del Mercato Agroalimentare e ortofrutticolo della Sardegna, che oggi a Cagliari ha celebrato la ricorrenza, tracciando un bilancio della sua attività e presentando i progetti in corso e quelli di prossima attuazione. A illustrarli sono stati il direttore e presidente del Mercato, Giorgio Licheri e Giuseppe Concas, assieme all’assessore dell’Agricoltura Pier Luigi Caria, al sindaco e al vicesindaco di Sestu (Cagliari), Paola Secci e Massimiliano Bullitta. E tra le idee per il futuro spunta l’ipotesi di un Parco agroalimentare delle eccellenze sarde.

Il ruolo del Mercato

Borsa merci, piattaforma logistica e anello della filiera ortofrutticola, difesa dei produttori locali e rilancio del sistema ortofrutticolo a livello nazionale, il Mercato agroalimentare e ortofrutticolo della Sardegna, che ha la sua sede a Sestu (Cagliari), in questi 10 anni ha svolto anche queste funzioni, con un occhio alle prossime iniziative e progetti per il nuovo anno: fibra ottica, nuova viabilità, accordo tra Ente gestore e costruttore del mercato, un servizio di certificazione della qualità dei prodotti, una nuova App per i consumatori.

Licheri: dieci anni di lavoro anche con la crisi

“Il produttore locale, in particolare in questi anni di crisi – ha spiegato a margine il direttore del Mercato Giorgio Licheri – ha trovato nel mercato agroalimentare della Sardegna una piattaforma aperta e disponibile che, accogliendo tutte le forme di produzione, singole e associate, ha consentito di supportare anche le imprese marginali svolgendo di fatto una funzione sociale di integrazione e assicurazione del reddito di molte famiglie – continua – analogamente ha offerto la possibilità a tanti piccoli dettaglianti, con sede fissa o itinerante, di sopravvivere grazie alla possibilità di potersi rifornire quotidianamente con prodotti freschissimi, di qualità, a poche ore dalla raccolta”.

Per Licheri inoltre “il mercato è importante anche per la sopravvivenza dell’agricoltura e dell’agricoltore locale – dice – oltre che produrre beni che mangiamo ogni giorno come l’ortofrutta alla base della nostra alimentazione, ha il compito importantissimo di prendersi cura del territorio, contro il rischio di desertificazione. Per questi e altri motivi il mercato non può essere lasciato solo dalle istituzioni – conclude Licheri – ma al contrario deve essere considerato come uno strumento per lo sviluppo del settore e dell’economia di tutta la Sardegna”.

I numeri

Dal 2008 il fatturato complessivo del Mercato agroalimentare della Sardegna è cresciuto del 25% fino al 2016. Sono 72 attualmente gli operatori presenti (erano 62 nel 2007) e il fatturato complessivo è di circa 150 milioni di euro. Il 2017, in base alle prime stime, conferma i dati del 2016.

Bene vendite e occupati

I mesi più importanti delle vendite sono sempre più quelli relativi alla stagione estiva (da aprile a ottobre) a testimoniare che la domanda è trainata dal turismo. Sulla base di questi dati si stima che grazie al mercato di Sestu transiti circa il 40% dell’ortofrutta consumata in Sardegna. Il numero di agricoltori sardi che conferiscono merci al mercato è di circa 800; i clienti sono fidelizzati e su circa 1.100 con partita Iva, il 30% frequenta giornalmente il mercato, un altro 60% lo frequenta 2 o 3 volte la settimana. Il numero di accessi giornalieri è in media di 550 aziende provenienti da tutta la Sardegna, comprese le province di Sassari, Oristano e Nuoro; inoltre un numero significativo di clienti (circa 150) acquistano la merce per telefono e ricevono la merce direttamente nel punto vendita. Anche la distribuzione organizzata regionale è presente come acquirente al mercato.

Il 40% delle merci sono prodotti sardi

E ancora, in base ai dati del Mercato, spicca il dato dei prodotti locali che rappresentano circa il 40% delle merci commercializzate. “Questa percentuale, se si considera che sui primi 100 prodotti commercializzati in Sardegna si riesce a produrre solo 20 prodotti per motivi climatici o di costo, rende significativo il dato. In particolare, se presente, il prodotto locale spesso rappresenta il 100% dell’offerta di quel prodotto. Ciò avviene in modo particolare per prodotti come: pomodori, carciofi, finocchi, zucchine, melanzane, cetrioli, cavoli, lattughe, arance, clementine, arance, meloni, angurie e in parte per le pesche e nettarine”, ha aggiunto il direttore del mercato, Giorgio Licheri.

Dal 2016 in Italmercati

Il mercato, ha spiegato Licheri, non agisce da solo ma interagisce con i mercati Italiani più importanti. Per questo, nel 2016, ha aderito alla rete di imprese “Italmercati” che vede impegnate le realtà di Milano, Torino, Genova, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania e Cagliari.

Le novità dal 2018

Sono diverse le novità previste a partire dal 2018: tra queste la fibra ottica. “Finalmente anche il Mercato potrà usufruire di una connettività adeguata grazie alla possibilità di utilizzare le nuove linee installate nel 2017″ dice Licheri.  Vicino anche l’accordo tra Coagri Sardegna (la società di gestione del mercato) e l’Immobiliare europea, per lo sfruttamento degli spazi inutilizzati all’interno del Mercato ortofrutticolo da destinare a uffici e servizi per l’intera filiera e alla realizzazione di nuovi depositi e magazzini, necessari per il completamento della struttura mercatale. Inoltre sono in programma novità sulla viabilità con la gara da 3,2 milioni di euro del Comune di Sestu per il completamento dei lavori sulla rete viaria comunale, già finanziata con fondi regionali.

Laboratorio qualità

“Si partirà con un servizio di assicurazione di qualità e di laboratorio, necessario per assicurare e certificare la qualità dei prodotti commercializzati nel mercato – ha aggiunto Licheri a Chartabianca – fino al nuovo sistema di comunicazione a disposizione di operatori, agricoltori e dettaglianti. In particolare la App che consentirà al consumatore di conoscere promozioni, produzione di primizie e poter geolocalizzare facilmente i punti vendita al dettaglio che propongono i prodotti del mercato”. Per il responsabile del Mercato, “nei prossimi 10 anni dovremo pensare ad accogliere nuove imprese che completino l’offerta dei prodotti agroalimentari della Sardegna – sottolinea – e occorre inoltre proporre a queste aziende servizi commerciali, logistici, assicurazione qualità, di marketing, e-commerce”.

Un parco ‘Fico’ per le eccellenze sarde

Il direttore del Mercato ha poi proposto una idea progettuale per il futuro: la nascita di un Parco agroalimentare delle eccellenze in Sardegna con baricentro il mercato di Sestu, seguendo il modello del parco Fico aperto di recente a Bologna, proprio nell’area del mercato Caab. “Anche in Sardegna si potrebbe ragionare sulla realizzazione, all’interno del Mercato, di un Parco Agroalimentare delle eccellenze isolane, in cui produrre, commercializzare, promuovere l’agroalimentare sardo, concentrando non solo i prodotti, ma anche i mestieri tipici – propone Licheri – si potrebbe riunire il meglio della cultura enogastronomica dell’isola e valorizzarla attraverso forme di coinvolgimento non solo di turisti, ma anche di studenti e professionisti della ristorazione”. Per Licheri “il mercato potrebbe conoscere un nuovo rilancio qualora si riuscisse di ampliare l’attuale gamma di prodotti freschi con la carne e il pesce e aziende specializzate nella produzione, trasformazione e commercializzazione di altri prodotti agroalimentari tipici della regione come formaggi, pasta, dolci e bevande – sottolinea – realizzando quel polo Agroalimentare della Sardegna progettato dalla Regione Sardegna oltre vent’anni fa”.