PROTAGONISTI, LANINI: “SERVIZIO ED E-COMMERCE FONDAMENTALI NELLA LOGISTICA. CINA STRATEGICA”

Trasporto e intermodalità, catena del freddo ma soprattutto e-commerce, digitalizzazione, connettività nelle supply chain e sviluppo delle reti fisiche (corridoi logistici, piattaforme) e informatiche. Sono alcuni dei temi e delle parole chiave nel comparto della logistica inserita nella catena ortofrutticola. A sottolinearlo è stato Luca Lanini (nella foto durante il suo intervento), professore di logistica agroalimentare e supply chain management dell’università Cattolica del Sacro Cuore, nel proprio intervento all’evento Protagonisti dell’ortofrutta italiana che si è tenuto venerdì alla Reggia di Caserta.

Secondo Lanini è indiscutibile la crescita e il consolidamento della spesa on line anche se ancora troppo centrato sul “falso mito” dei tempi di consegna, spesso a discapito della qualità del servizio. E proprio il servizio, sia commerciale che logistico e distributivo, secondo Lanini “sarà sempre di più il vero valore aggiunto sia nel rapporto con i consumatori ma anche nelle relazioni commerciali lungo la supply chain”. Lanini ha insistito su questo aspetto riportando un recente commento di un imprenditore friulano: “Io probabilmente non ho il prodotto più buono, né il più economico, né la confezione più bella. Ma il mio servizio al cliente è ottimo ed è sul servizio che voglio continuare a migliorare”.

L’e-commerce, ha sottolineato il professore di logistica, sta cambiando lo scenario globale e porterà ad una completa revisione delle piattaforme logistiche in prossimità delle città. In questo contesto i mercati agroalimentari avranno un ruolo sempre più strategico, candidandosi ad ospitare, gestire e governare la logistica dell’ultimo miglio.

“L’Italia rispetto ad altri Paesi è ancora indietro. La sfida nel mondo dell’e-commerce comunque si giocherà non tanto sul tempo, o non solo, sulla rapidità ma, soprattutto, sul servizio”.

Sul tema della tecnologia collegata al comparto “l’evoluzione digitale del mercato si ottiene con una crescita integrata tra automazione dei processi, organizzazione commerciale e logistica, gestione dei dati e delle informazioni”.

In un mondo sempre più globalizzato il trend porterà a ragionare per supply chain appunto globali, tenendo conto soprattuto dei Paesi emergenti. Questo dovendo considerare che oggi gli scambi di servizi e beni tra mercati emergenti costituiscono un quarto dei flussi totali mondiali. In Cina (primo esportatore mondiale e secondo importatore al mondo), Sudamerica, Medio Oriente, Africa, India e Sudest asiatico i volumi di scambio sono aumentati fra il 500% e 1800% negli ultimi dieci anni, ha precisato Lanini.

La grande sfida si gioca lungo la via del mare. Per questo, secondo il prof. Lanini, la crescita dell’export italiano dovrà seguire per forza di cose le vie intermodali. Basti pensare che secondo le previsioni Drewry il commercio mondiale di prodotti deperibili aumenterà del 3,1% annuo, da 185 milioni di tonnellate del 2013 a 216 milioni di tons del 2018. Il traffico marittimo di prodotti deperibili ha un tasso di crescita annuale del 3.2% da 15 anni ed oggi ha raggiunto una quota di 100 milioni di tonnellate trasportate.

In questo scenario un ruolo chiave è giocato oggi – ma ancora di più in futuro – dalla Cina. Per questo la cosiddetta “nuova via della seta” rappresenta una nuova sfida per raggiungere in maniera efficace ed efficiente e con tempi relativamente ristretti il Paese della Grande Muraglia. Nel 2013 il presidente della Cina Xi Jinping ha avviato la BRI, “Belt and Road Initiative”, un sistema che prevede la realizzazione di canali di comunicazione attraverso l’Asia centrale, occidentale e meridionale, così come attraverso il Medio Oriente e l’Africa settentrionale ed orientale. La BRI si divide in due percorsi separati, la Silk Road Economic Belt e la Maritime Silk Road.

Ma soprattutto, quel che conta, ha ricordato Lanini, è che la Cina ha intenzione di creare una grande zona di libero scambio che porterebbe enormi nuove possibilità commerciali nel Paese dell’Estremo Oriente. Secondo il World Economic Forum “la riduzione del 50% delle barriere doganali aumenterebbe il commercio mondiale del 15% e il Pil globale del 5%. L’eliminazione completa delle tariffe sulle importazioni alzerebbe il Pil globale di meno dell’1%”.

Ad approfittare delle potenzialità della Cina è stata l’Olanda. Basti pensare che il proto di Rotterdam intercetta un terzo delle merci cinesi e che gli olandesi hanno realizzato collegamenti diretti alla Bri.

Il futuro logistico insomma passerà soprattutto via rotaia.

Durante la relazione di Lanini è intervenuto anche Marcello Donnarumma di Grimaldi Lines che ha presentato i progetti avviati e quelli in via di attuazione della compagnia navale, che da anni sta sviluppando le cosiddette autostrade del mare, sfruttando navi cargo per trasportare via mare merci, tra cui ortofrutta, collegando diverse aree del Mediterraneo, soprattutto tra Spagna, Italia e Grecia ma non solo.

Emanuele Zanini