IL “NUOVO CORSO” DI GULLINO, INVESTIMENTI SU MELE E BIOLOGICO

“In futuro non credo ci si potrà esimere dal portare avanti azioni volte a valorizzare territorialità ed eco-sostenibilità. Sono queste, a mio parere, le keyword per il successo del comparto”. A dichiararlo è Carola Gullino, managing director della piemontese Gullino Group, nel suo intervento all’evento dello scorso venerdì ‘I Protagonisti dell’Ortofrutta italiana’ alla Reggia di Caserta. Parole in cui Carola crede profondamente e che mette in pratica quotidianamente nel suo lavoro in azienda.

“Nel 2017 abbiamo intrapreso il programma Mela Qui per il riposizionamento delle mele piemontesi, in particolare biologiche e coltivate a basso impatto ambientale, con l’obiettivo di collocare le produzioni del territorio tra le migliori al mondo. Un progetto che ci ha dato tante soddisfazioni e che porteremo avanti con la prospettiva di accrescerne sempre più l’importanza, intraprendendo anche tecniche di coltivazione biodinamica in parte dei nostri meleti. L’idea è potenziare i volumi trattati fino a raggiungere nel 2020 le 25 mila tonnellate di mele, di cui 10 mila bio”.

Si tratta solo dell’inizio di un ‘nuovo corso’ per Gullino Group, più orientato alla produzione melicola e ancor più concentrato sul biologico: “non perché lo richiede il mercato, ma perché crediamo molto nei valori etici legati a questo tipo di produzione, sia in termini ambientali sia nutrizionali. Intendiamoci, con ciò non voglio dire che solo il bio abbia buone proprietà nutraceutiche; sappiamo benissimo che questo vale per tutta la frutta, anche per quella convenzionale”.

Proprio a scopo educativo, per trasmettere tale fiducia nelle proprietà benefiche di kiwi e mele, lo scorso dicembre è stato pubblicato un libro per i più piccoli dal titolo “Le avventure di Kiwito e Galita”, il cui ricavato sarà devoluto alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT). Il libro, con un linguaggio semplice e divertente, racconta le gesta di due supereroi che combattono con la forza della Pectina e della Vitamina K i cattivi (Raffreddore, il subdolo Boss Cole Sterolo, il cattivissimo Carlo Arie, il Fantasma dell’Insonnia, il Mal di Testa etc.).

Ad oggi siamo in piena campagna commerciale del kiwi, tra i prodotti di punta della azienda saluzzese. “Sotto il profilo delle vendite si tratta di un’annata un po’ anomala: i volumi sono scarsi ma la qualità è molto buona e questo si riflette positivamente sui prezzi. Attualmente stiamo cercando di gestire le spedizioni, non facciamo più Oltremare, in modo da arrivare con le scorte almeno fino al mese di aprile”.

Infine per quanto riguarda produzioni storiche per il gruppo Gullino come le pesche e le nettarine, Carola confessa la sua sfiducia nel futuro del comparto: “se ci fosse un minimo di tutela in più da parte del mercato nazionale verso i prodotti locali forse le cose potrebbero essere diverse”.

Chiara Brandi

Nella foto Carola Gullino, premiata da Paolo Bruni (a sinistra), presidente del Cso Italy e da Marco Salvi, presidente di Fruitimprese nel corso dell’evento Protagonisti dell’ortofrutta italiana a Caserta