ALCE NERO, IL PRESIDENTE CAVAZZONI ENTRA IN POLITICA E ANNUNCIA LE DIMISSIONI

Lucio Cavazzoni, 61 anni, presidente di Alce Nero, scende in campo. Il numero uno di una delle aziende leader nel mercato del biologico in Italia ha deciso di candidarsi per le prossime elezioni politiche accettando la proposta di Pietro Grasso in Liberi e Uguali. Sarà capolista in Veneto e in Umbria nel proporzionale. Cavazzoni, in un articolo de La Stampa, ha inoltre annunciato le proprie dimissioni da presidente dell’impresa del biologico. “Per la settimana prossima ho convocato un consiglio di amministrazione ad hoc. Questa è una scelta personale, che non deve creare imbarazzo all’azienda”, ha affermato.

Sui motivi che lo hanno portato a questa scelta Cavazzoni spiega: “Sono stato contattato da Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente e ora coordinatrice di Leu. Mi ha chiesto di dare una mano al loro programma sull’agricoltura. Ho accettato perché la considero una persona capace, legata alla terra. Ho scritto tre pagine con le cose in cui credo, il no ai pesticidi, una battaglia per impedire la privatizzazione delle sementi. Grasso mi ha chiamato e mi ha chiesto di candidarmi. Per è stato un onore e una opportunità. Da tempo pensavo all’idea di portare le mie battaglie fuori dall’ambito ristretto dell’azienda”.

Sul perché ha scelto Leu, Cavazzoni precisa: “Sono stato sempre di sinistra, ho rapporti con parlamentari di molti partiti, ho collaborato positivamente anche con Maurizio Martina che si è impegnato sui temi della green economy. Ma è stato solo Grasso a farmi la proposta. Forse perché nel Pd c’era una bella lotta per i seggi…”.

“Fino a 15 anni fa che faceva il bio veniva considerato uno sfigato che vendeva cose di elite per pochi ricchi – afferma il presidente di Alce Nero. Ora invece sta maturando una coscienza, il rapporto tra le persone e il cibo sta cambiando. È una battaglia che può esplodere, l’innovazione ambientale può essere uno strumento capace di sviluppare una economia orizzontale, che riporta ricchezza nei territori e la toglie dalle mani di pochi”.