PICCOLI FRUTTI APOFRUIT, IN METAPONTO FARI PUNTATI SULLA VARIETÀ DI LAMPONE ADELITA

Occhi puntati in Metaponto su Adelita® la varietà di lampone al centro del Progetto piccoli frutti di Apofruit, la coltura che si sta sviluppando in modo significativo dopo i primi test messi a dimora lo scorso anno. Protagonista al momento del paniere piccoli frutti è il lampone che lo scorso anno è stato coltivato su un ettaro circa, mentre quest’anno sono 7 gli ettari interessati. Per il mirtillo c’è in atto un test, con l’intenzione di realizzare i primi impianti produttivi nel febbraio 2018. Il Progetto piccoli frutti di Apofruit, che sul mercato della Gdo vengono proposti nella linea Chicche di Natura di Solarelli, si sta ampliando e nella zona di Scanzano Jonico stanno aumentando le superfici per fornire il mercato di un prodotto italiano in pieno inverno; periodo questo che risulta interessante data la scarsità di prodotto presente e che dovrebbe quindi garantire buoni risultati economici per i produttori.

Raffaello Tita, tecnico agronomo di Apofruit, fa il punto sulle potenzialità del progetto e sulle caratteristiche della varietà prescelta. “Premesso che lo scorso anno gli impianti in prova sono stati colpiti da eventi atmosferici straordinari (forti gelate in gennaio) che hanno compromesso l’intera produzione autunno-invernale, consentendo solo ad aprile un primo risultato produttivo – precisa Tita – il test è stato comunque giudicato buono, le piante hanno risposto bene e la raccolta si è protratta fino ai primi di luglio”. Quindi un bilancio sostanzialmente positivo per questa varietà che ha tra i punti di forza la pezzatura (alcuni lamponi arrivano a pesare anche 12 grammi), una shelf-life molto interessante per la commercializzazione e da un punto di vista organolettico un sapore molto bilanciato, con giusto equilibrio tra acidità e zuccheri.

“Inoltre – spiega il tecnico Apofruit – si tratta di una pianta rustica che non necessita di molti interventi fitosanitari, stiamo già operando anche con lanci di insetti utili perché si presta alla coltivazione integrata”. Novità per questa produzione sono i campi fuori-suolo, che hanno raggiunto quasi la metà della superficie coltivata, attualmente quasi tutta in Basilicata, se si eccettua un’azienda in Calabria. Si prevedono due cicli di raccolta: una invernale iniziata a dicembre, un po’ in ritardo a causa delle temperature estive sopra la media che hanno rallentato lo sviluppo vegetativo delle piante, che si concluderà a febbraio e una primaverile che inizierà dal mese di aprile. “È un progetto con una bella prospettiva sia qualitativa che quantitativa – conclude Raffaello Tita – e, proprio per scongiurare quanto avvenuto nei mesi invernali dello scorso anno, ci stiamo attrezzando per contrastare le possibili gelate e i danni che ne conseguono”.