IL 70% DELLA FILIERA È DONNA, MA TRA I MANAGER È SOLO IL 12%: “ACQUISIRE PIÙ CONSAPEVOLEZZA”

Le donne impiegate nell’industria alimentare sono 119 mila; di queste quante si dedicano all’ortofrutta?

La ricerca del Cso Italy, presentata questa mattina da Daria Lodi, si propone di rispondere a questa domanda, studiando – per la prima volta in Italia – il peso della forza lavoro al femminile nel comparto ortofrutticolo. L’occasione per presentare i risultati dell’indagine, svolta su un campione di 50 aziende socie del Cso, è stato l’incontro organizzato dall’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, dal titolo ‘L’ortofrutta è donna! Storie di braccia, teste, occhi e cuori che hanno fatto impresa’, tenutosi questa mattina a Bologna.
Dallo studio emerge che lungo la filiera il 69% della forza lavoro è femminile con punte del 79% tra i lavoratori stagionali. L’età media è di 41 anni; al Sud si alza a 44. Principalmente impiegate nei magazzini e nelle fasi di lavorazione (83%), solo lo 0,6% di loro ha incarichi direzionali. Un dato deludente, che assume un significato ancora più forte nel confronto con l’universo maschile: facendo 100 il numero dei manager d’azienda, solo 12 sono donne. “In generale, ciò che emerge ci fa pensare che le donne abbiano un peso importante nel comparto, devono solo acquisirne maggiore consapevolezza”, conclude Lodi.
“Stamattina abbiamo ascoltato storie di donne imprenditrici e si è parlato in modo concreto del loro lavoro e del comparto”, ha dichiarato Simona Caselli, Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, prima socia onoraria dell’Associazione. “Durante la mattinata sono state usate le giuste parole chiave, quali filiera, qualità e innovazione, dimostrando proprio quanto l’attenzione a questi aspetti siano presenti nell’imprenditoria al femminile. Importantissimo – aggiunge – è la centralità data al consumatore, percepita chiaramente in ogni intervento, che porta con sé altre key world come tracciabilità, affidabilità, certificazione, marketing e importanza del marchio. Infine – conclude Caselli – credo davvero nell’importanza di questa organizzazione perché scavalca le singolarità e vi unisce mettendovi a sistema”.
A quattro mesi dalla costituzione ufficiale (vedi news) è stato scelto il giorno dedicato alle donne per il primo di una lunga serie di eventi previsti durante il 2018: dalla partecipazione al FruttAmaMi (Milano, 14-15 aprile) al Convegno al Macfrut di Rimini fino a quello di Interpoma a Bolzano dal 15 al 17 Novembre. Senza dimenticare gli impegni internazionali come lo scambio con le ‘donne dell’agricoltura’ dello Zambia, la partecipazione all’assemblea di Arefhl il 28 marzo prossimo e alla Giornata Mondiale dell’alimentazione del CEFA ad ottobre.
“Siamo partite pochi mesi fa in 27, oggi siamo già 50. Il nostro obiettivo è diventare 100 entro l’anno. Siamo l’unica organizzazione di questo tipo in Europa; il nostro obiettivo è fare rete, confrontarci ed essere visibili e riconosciute per le nostre capacità e competenze. Vogliamo promuovere una visione dell’ortofrutta al femminile, quindi più empatica, condizione necessaria per sollevare il comparto dall’immagine di commodity che purtroppo ha acquisito”, ha dichiarato poi la presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta Alessandra Ravaioli.
Il convegno è continuato con una tavola rotonda, moderata dalla giornalista socia Raffaella Quadretti, a cui hanno partecipato Silvia Salvi, socia e amministratrice di Salvi Vivai, Francesca Nadalini, responsabile commerciale Nadalini soc. Agricola, Valentina Borghi, titolare Funghi Valentina, e – collegata in via telematica – Anna Maria Minguzzi, socia e amministratrice Minguzzi spa cons.

Infine, è stata attribuita la tessera di socia onoraria dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta a Maura Latini, direttore generale di Coop Italia.

Chiara Brandi