FRUTTAGEL RILANCIA A 360 GRADI: NUOVO STABILIMENTO, PIÙ EXPORT, BIO E HORECA

Il progetto di ampliamento dello stabilimento – già approvato dal CdA e in via di realizzazione – sintetizza perfettamente la filosofia aziendale di Fruttagel, società cooperativa della provincia di Ravenna, leader nella produzione di prodotti di quinta gamma, conserve di pomodoro, succhi e bevande vegetali bio e convenzionali.

“Sempre più le aziende devono essere in grado di creare valore per tutti gli stakeholder, compresi l’ambiente e il territorio in senso lato. Poi, coloro che sapranno comunicarlo meglio saranno premiati; ma questo è un altro discorso”. A dichiararlo al Corriere Ortofrutticolo è Stanislao Fabbrino (nella foto), presidente di Fruttagel e vice presidente di Almaverde Bio. “La realizzazione del nuovo fabbricato assume per noi un significato importante. Si tratta di una grande cella frigo completamente automatizzata per le materie prime surgelate, con capacità netta di 9.500 tonnellate, in funzione dal gennaio 2020. Il prodotto che ad oggi viene stoccato in diversi magazzini della zona, ad una distanza compresa tra i 20 e i 50 chilometri, verrà fatto convergere in un unico luogo adiacente al quartier generale di Alfonsine. L’impatto che avrà a livello occupazionale e ambientale sarà notevole”.

Il futuro di Fruttagel è ambizioso. Il piano triennale 2017-19 si prefigge obiettivi di crescita di fatturato, di export, del portfolio prodotti e di risultati in termini di sostenibilità ambientale. “Ad oggi posso dire che sono stati raggiunti tutti i traguardi di breve termine. Nel 2017 c’è stata una crescita del fatturato di 3 milioni di euro e siamo più che soddisfatti per i miglioramenti nel comparto del bio e per l’incremento delle esportazioni. Inoltre abbiamo intrapreso diversi nuovi progetti, come quello per la produzione integrata verticalmente di bevande vegetali attraverso l’estrazione diretta di soia e riso. Questa nostra proposta di filiera interamente italiana è piaciuta molto ai distributori, che ci hanno premiato commissionandoci nuovi prodotti a marchio commerciale”, spiega il manager.

Ma non finisce qui. Lo scorso anno è stata avviata – con risultati più che positivi – una collaborazione con il retailer tedesco Edeka per la passata di pomodoro bio a Private Label. Stesso discorso in Francia, dove è stato chiuso l’accordo per le bevande vegetali etichettate con il brand della catena Marcq en Baroeul e dove da qualche mese Fruttagel è co-packer della famosa azienda di Tolosa Céréal.

L’impegno di Fruttagel non si limita alla Gdo; al contrario si sta sempre più aprendo al Food Service. “Ci stiamo sviluppando su più canali, con una crescita interessante anche nell’Ho.Re.Ca. Abbiamo progetti con Camst, Cir Food e Marr, solo per citare qualche nome della ristorazione collettiva; e abbiamo in ballo un nuovo appalto con Trenitalia per la fornitura di bevande a marchio Almaverde Bio sui treni in transito durante le ore notturne. Al contempo stiamo portando avanti collaborazioni con altre imprese dell’agroalimentare. Per fare un esempio, con Granarolo abbiamo un accordo per la distribuzione della linea di succhi di frutta a marchio Almeverde Bio destinata ai bar; oltre alla partnership per la produzione dell’acqua di cocco (anche nella variante cocco e menta) e la bevanda al gusto soia e caffè”.

Impegnata nel biologico fin dalla sua nascita nel lontano 1994, oggi sono bio ben 17 mila delle 110 mila tonnellate di materia prima trasformata ogni anno. Nessuna azienda in Italia operante in entrambe i comparti può vantare una produzione tanto “sbilanciata” sul biologico. Per Fabbrino si tratta di un vero e proprio punto di forza: “Il bio è coerente con i nostri obiettivi di crescita e con la nostra idea di creazione del valore attraverso l’adozione di principi virtuosi; inoltre le marginalità sono maggiori per tutti i soci e gli altri stakeholder. Pensiamo sia la scelta vincente e non siamo spaventati dalla potenziale ‘invasione di competitor’. Quando un settore è tanto attrattivo il rischio sicuramente c’è, soprattutto da parte di chi non ha le reali competenze e si butta nel business per coglierne le opportunità mettendo in pericolo l’intera immagine del comparto. Sono convinto tuttavia che le realtà con un valore effettivo da offrire possano distinguersi ed essere premiate. Fruttagel è una cooperativa agricola con all’interno tante aziende bio, anche nel CdA. Questo – conclude il vice presidente di Almeverde Bio – rappresenta una forma di tutela nei confronti del consumatore: quando un’azienda bio riesce a presidiare la filiera la qualità è pressoché garantita”.

Chiara Brandi