ASPARAGI, IN SPAGNA RACCOLTO IN CALO DEL 40%, L’ITALIA PROVA AD APPROFITTARE

Inizia con un calo produttivo spagnolo superiore al 40%, la stagione europea degli asparagi. La mancanza di prodotto ispanico si colloca in una finestra temporale strategica e molto remunerativa perché anticipa l’inizio della campagna dei grandi produttori d’Oltreoceano (come il Perù o il Messico, che dominano il mercato globale con volumi inimmaginabili rispetto al potenziale europeo) e per quanto riguarda il mercato comunitario, gioca di anticipo su quella tedesca che immette sul mercato il maggior numero di volumi del vecchio continente.

Freddo e abbondanza di precipitazioni, insomma, stanno facendo traballare la scommessa spagnola sull’asparago che da più di un lustro sta aumentando le superfici (+20% circa ogni anno) coltivate a varietà verdi e bianche specie nelle regioni del Guadalajara e dell’Andalusia che complessivamente rappresentano circa 10mila ettari contro i circa 6mila italiani.

I produttori del sud della Spagna stanno denunciando ritardi nella raccolta di quasi un mese rispetto alla passata campagna che si era conclusa già abbastanza negativamente con un raccolto inferiore del 20% rispetto alle previsioni.

Danni per milioni di euro sono attesi nel territorio di Huetor Tajar e Villanueva de Mesía, come riferisce il giornale locale ‘Granada Hoy’, per via delle inondazioni del Guadalquivir che hanno sommerso la maggior parte delle coltivazioni. Ma la situazione è comune a tutte le aree produttive per via delle forti piogge che hanno caratterizzato sia febbraio che marzo e del freddo eccessivo registrato nelle settimane precedenti.

Il calo di volumi spagnoli rappresenta un’ottima opportunità per le varietà italiane precoci come quelle coltivate nel sud Italia (ad esempio nel napoletano dove è diffusa la coltura in tunnel) che si affacciano sul mercato europeo adesso caratterizzato da una domanda sempre più forte e, allo stesso tempo, da una mancanza di prodotto. Insomma, questo è il momento per giocare sui margini migliori.

Il fattore climatico però, non distoglie la Spagna dai suoi obiettivi nel comparto Ue degli asparagi che si basa su sostanziali prospettive di crescita per il fatto che la significativa domanda di prodotto ha un potenziale di sviluppo di un ulteriore 50% dato da quella fetta di consumatori europei che ancora non conoscono gli asparagi.

“Stiamo lavorando – ha dichiarato a Valencia Fruits, Sjaak Berden, specialista di prodotto per Limgroup B.V. – a nuove varietà resistenti sia agli attacchi parassitari che alla siccità. Al momento quella che garantisce le performance migliori rispetto a questo tipo di stress è Starlim, una varietà verde che, fino ad ora, è stata destinata al mercato spagnolo”.

Ma stanno investendo su nuove varietà anche le grandi sementiere spagnole come Planasa che nel 2016 ha lanciato Darvador, che riesce ad anticipare il raccolto di una settimana rispetto alle varietà Placosep e Darzilla, garantendo una produzione molto omogenea ed una importante percentuale di asparagi superiore ai 16 mm.

Mariangela Latella